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Cilento. Eccezionale ritrovamento, esemplari rarissimi di «kochia saxicola» scoperte a Palinuro

di Federico Martino

Annalisa Santangelo, Antonio Croce e Sandro Strumia, tre botanici  impegnati in un progetto dell’Università Federico II di Napoli e del SUN di Caserta sulla ricerca di piante rare nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano hanno fatto l’eccezionale scoperta.
 La Bassia saxicola (Guss.), detta anche kochia saxicola, cresce in prevalenza lungo pendii rocciosi, ad esempio su pareti verticali vicinissime al mare, ha un aspetto per niente appariscente e in italiano viene chiamata Granata rupicola. Questa specie è stata osservata per la prima volta dal botanico avellinese Giovanni Gussone verso la metà del XIX secolo a “Ischia ne’ scogli di S. Anna”, dove oggi è definitivamente estinta. Sul finire dell’Ottocento essa fu segnalata per Capri, isola nella quale tuttora sussiste un popolamento di circa 100 esemplari, localizzato sulle rupi costiere pressoché inaccessibili.
A Strombolicchio la pianta fu raccolta per la prima volta dall’Arciduca d’Austria Ludwig Salvator Habsburg-Lothringen nel 1895 e, pochi anni dopo, dal botanico siciliano Michele Lojacono-Pojero (1902). la scoperta è stata dedicata a Vincenzo La Valva, primo presidente naturalista del Parco. «Non a caso l’UNESCO ha riconosciuto questo Parco patrimonio mondiale dell’Umanità, Riserva di Biosfera e Geoparco – ha affermato il presidente del Parco Amilcare Troiano – un territorio sopravvissuto all’inarrestabile perdita di biodiversità che si registra ovunque, un territorio protetto in cui ogni giorno avviene un piccolo miracolo della Natura e che dobbiamo continuare a tutelare per tutti noi e per le generazioni future».  «Una scoperta botanica di straordinaria importanza fitogeografica e conservazionistica. – ha aggiunto il consigliere dell’Ente Parco, Assunta Esposito – Il territorio del Parco rappresenta uno scrigno inesauribile di biodiversità che ci regala continue e meravigliose sorprese».

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