Teggiano: falso poliziotto dell’Antimafia si sposa e truffa la moglie, poi scompare. Ora la polizia lo cerca

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Il caso di Agnese Sambiase da Teggiano è arrivato in televisione ed è stato raccontato a ‘La vita in diretta’ la trasmissione in onda su Rai Uno. Il protagonista della vicenda è Massimo, un 54enne che ora non si trova ed è ricercato dalla polizia. La donna, invece, è del Vallo di Diano. Fa parte di una famiglia benestante e sui soldi si era concentrata l’attenzione di lui. Così pressappoco sarebbero andati i fatti.

L’uomo, mai visto prima a Teggiano, raggiunge il paese dell’entroterra valdianese dove conosce Agnese. Alla donna racconta di essere un funzionario della polizia di Stato, mentre ai cittadini promette posti di lavoro al Senato e si aggira tra le strade del paese con la divisa e l’aria di chi ha un posto sociale di rilievo. E’ tutta una farsa, ma è troppo presto per scoprirlo. Infatti il finto poliziotto fa innamorare la donna e riesce ad appropriarsi di alcuni suoi gioielli e di circa 100mila euro. Siamo nel 2011 e il truffatore 54enne riesce a farsi pagare anche le spese del matrimonio da Agnese. La donna, accecata dall’amore, si fida del finto agente. Lui racconta che lavora nella Dia, l’Antimafia. Forse questo è l’escamotage principale che riesce a far compiere la prima parte del piano messa in atto dal malintenzionato. «Quando l’ho conosciuto era in divisa, aveva la pistola e il tesserino – ha detto la donna ai microfoni de ‘La vita in diretta’ – poi quando abbiamo parlato di matrimonio lui ha espresso il desiderio di festeggiare in una villa e di prenotare delle bomboniere di cristallo. Io mi sono fatta carico di tutte le spese». Alla fine del matrimonio, però, il truffatore mette in atto la seconda parte del piano, quella più consistenza. L’uomo, infatti, si fa prestare dalla moglie circa 100mila euro che non le sono mai stati restituiti, ma si appropria anche di alcuni gioielli e la moglie scopre che lui li aveva regalati alla sua amante. Nell’intervista mostra una foto dove si vede l’amante del marito che indossa i suoi gioielli. A smascherare il truffatore, ora irreperibile, è stata la squadra mobile di Roma che ad ottobre del 2012 aveva sorpreso l’uomo mentre si accingeva ad uscire di casa indossando una divisa da Primo Dirigente della Polizia di Stato, completa di fregi e gradi distintivi. Nel corso della perquisizione era stato trovato anche materiale cartaceo relativo a documenti personali, curriculum e domande d’impiego da parte di diverse persone principalmente per gli Uffici del Senato e della Camera, numerose lettere fotocopiate dell’Ufficio Personale del Senato della Repubblica, comprensive di logo, nelle quali veniva riportata in calce la firma di un presunto funzionario di quell’ufficio.

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Una storia dai contorni ancora sfocati, piena di punti interrogativi e misteri da svelare. Come avrebbe fatto quest’uomo a sposare una donna e a conoscere le sue disponibilità economiche? Come mai la donna non ha scoperto che il lavoro del marito era solo una messa in scena? E, sopratutto, come faceva l’uomo a girare in divisa per le strade del paese senza mai essere scoperto da nessun altro «collega»?

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