Camerota, abusò di una minore costringendola a prostituirsi: rumeno condannato a 4 anni

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Condannato a quattro anni e quattro mesi di reclusione il rumeno 22enne residente a Camerota che per diverso tempo tra il 2010 e il 2011 secondo gli inquirenti ha drogato e costretto a prostituirsi una 14enne originaria anch’essa della Romania. Una storia terribile che è venuta alla luce solo quando la minore ha trovato il coraggio di raccontare prima alla madre e poi ai carabinieri della compagnia di Sapri gli innumerevoli abusi subiti. La sera del 25 marzo del 2011 il giovane straniero è stato arrestato dai militari di Marina di Camerota agli ordini del maresciallo Massimo Di Franco dopo un’intensa attività d’indagine condotta dal pm Alfredo Greco.

Un passo indietro Nel 2010 la ragazzina aveva appena compiuto 12 anni. Secondo le prime ricostruzioni fatte dai carabinieri dopo l’arresto, la giovane avrebbe cominciato a frequentare quella casa, che si trova nella zona centrale del borgo marino in via Armando Diaz, doveva rispondere alle numerose richieste sia del giovane che, presumibilmente dei familiari, sotto minaccia. «Se parli e se non fai quello che ti chiediamo, diciamo tutto». Ovvero avrebbero reso noto il fatto che la ragazzina fumasse. Sotto questa minaccia la piccola non riusciva a sottrarsi alle richieste. Temeva che i suoi venissero a conoscenza del fatto che fumava. Gli episodi si ripetevano, come in una escalation, fino a trasformarsi in una vera violenza sessuale.

La droga nella bibita Gli inquirenti hanno confermato la tesi sostenuta dalla piccola nella denuncia: alla ragazzina, infatti, il giovane avrebbe versato in un bicchiere di coca cola una sostanza che l’avrebbe resa incosciente, stordita, inerme, incapace di difendersi. Incapace di sottrarsi alle furie di quel giovane. Una volta immobilizzata si scaglia sul suo corpo e la violenta. Non c’era altro più da sopportare. Mai la ragazzina sarebbe potuta tornare in quella casa. Nessuna minaccia più sarebbe stata valida a farla ritornare in quelle mura intrise di violenza, tra quelle pareti che sanno di prigione. E’ stato molto più facile dire tutta la verità. Raccontare tutto ai propri conoscenti, alla propria mamma in primis. Così la giovane racconta tutto ai genitori. Così si mettono in moto le attività investigative che sono culminate con l’arresto del giovane.

Il progetto smontato L’allora 12enne infatti, secondo il piano dell’aggressore si sarebbe dovuta trasferire con lui a Milano e li iniziare una vita di dipendenza fatta di prostituzione e furti. Piano sfumato grazie alla forza della ragazzina, all’aiuto dei suoi genitori, successivamente all’intervento delle forze dell’ordine e degli assistenti sociali.

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Condannato La sentenza di condanna è a carico di Mihai Schiopu, meglio conosciuto in paese con il nome di Christian. Sentenza disposta dal giudice del tribunale di Vallo della Lucania che ha aumentato di due mesi la richiesta avanzata dal pubblico ministero e fissato il pagamento di una provvisionale a favore della famiglia della vittima pari a 20 mila euro. No luogo a procedere, invece per i due uomini ritenuti complici dell’aguzzino anche loro originari della Romania.

La fuga La condanna, però, arriva in contumacia visto che il 22enne dopo essere stato posto subito dopo la denuncia agli arresti domiciliari si è reso irrintracciabile facendo perdere le proprie tracce. Ma, prima di fuggire da Camerota, Christian a distanza di più di un anno e quindi nel giugno del 2012, dopo aver esagerato con l’alcool ha tentato di rubare un motorino schiantandosi contro un muro. In quell’occasione il proprietario del mezzo ha allertato i carabinieri. Una volta giunti sul posto il rumeno si schiantò contro le forze dell’ordine nel tentativo di non farsi riconoscere, ma fu arrestato per la seconda volta con l’accusa di furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale.

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