Insinna e il suo dialogo con Vallo della Lucania

Alle ore 21 del 12 giugno è andato in scena al teatro ‘Leo De Berardinis’ Flavio Insinna che ha portato un suo spettacolo sulla felicità a cui il suo recente libro, dal titolo appunto ‘La macchina della felicità’, ha fatto da cornice. Non un monologo ma un dialogo con il pubblico che più volte si è reso parte integrante dello spettacolo a partire dalla lettura di svariati pensieri sulla felicità, alcuni dei quali scritti proprio dai vallesi, fino alle canzoni a cui gli avventori della serata hanno fatto da coro. Non sono mancati i momenti di profonda riflessione, attimi che hanno costellato tutta la durata dell’esibizione del noto attore romano che nel corso della serata ha spaziato dai temi più attuali, come l’immigrazione, ai temi classici, come la famiglia, ma guardando sempre a tutto con l’ottica della felicità in ogni sua forma, in ogni sua manifestazione. Che sia il quartino di vino la sera con gli amici o l’amore della vita a cui non smettiamo di fissare gli occhi poco importa, sempre di felicità si tratta. Una serata unica nel suo genere, non solo per la materia trattata e l’indiscutibile bravura di Flavio Insinna, che ha sicuramente toccato corde profonde in chi ha assistito, una serata che è riuscita a far assaporare un po’ di felicità ed è riuscita ad allontanare, anche se per poco, i vallesi dalle quotidiane polemiche che ogni giorno dilagano fra la gente di questa piccola, ma infondo bella, città del sud a sud di Salerno. Al termine dell’esibizione Insinna è rimasto a salutare ed a scambiare qualche parola con il pubblico che fino a poco prima lo aveva applaudito, oltre un’ora e mezza di stretta di mano, abbracci e saluti.  Il Libro di Insinna, o romanzetto come lo stesso autore lo definisce, parla di una storia d’amore fra Vittorio, supervisore di un casinò sofferente insonnia ed amante del cinema che è il suo unico svago, e Laura, ragazza che stacca i biglietti presso il cinema frequentato da Vittorio profondamente infelice per via del suo passato. Fra i due scocca la scintilla, si piacciono c’è poco da fare. Un passaggio del libro, letto dallo stesso autore dal palco, potrebbe risultare emblematico per descrivere la serata: arriva un momento in cui i due protagonisti, stretti l’uno con l’altro, si addormentano e si addormenta anche Vittorio, e due sono talmente belli addormentati assieme che sarebbe, scrive Insinna, «davvero un peccato doverli svegliare» ecco, è davvero un peccato che la serata sia finita, forse un po’ troppo presto.