Cane ucciso a Montano Antilia, Lamanna: «Non volevo offendere nessuno»

Domenica 6 ottobre a Massicelle, frazione di Montano Antilia, un cane è stato ucciso con un fucile. A lanciare l’allarme Gianluca Lamanna, presidente dell’associazione “ProMassicelle”, che ha lamentato un abbandono da parte delle istituzioni locali.

Il sindaco di Montano Antilia, Alberto Del Gaudio, non si è fatto attendere, rispondendo a Lamanna: «Intendo smentire in maniera categorica che l’amministrazione da me rappresentata sia assente o sorda alle problematiche che attraversano il nostro territorio e le nostre comunità».

Ed ecco che il presidente di “ProMassicelle” lancia segnali distensivi all’amministrazione comunale e alle forze dell’ordine: «In qualità di cittadino e di presidente di un’associazione locale che cerca in tutti i modi di fare del sociale – dichiara Lamanna -, mi sono meravigliato che a più di 1 giorno di distanza dal fatto, ancora non fosse intervenuto nessuno, visto soprattutto l’eco della vicenda su Facebook, e visto che il tutto era avvenuto di giorno ed in paese».

«Cosciente poi del fatto che Massicelle è periferica rispetto al capoluogo Montano, ho cercato sponda nel giornale per svegliare la gente da un torpore sociale che troppo spesso ci attanaglia – continua Lamanna –. Non era mio intento sminuire l’operato delle forze dell’ordine, che in particolare a Laurito operano dai confini con Centola a quelli con Laurino. La telefonata ai carabinieri è stata fatta al 113 e non direttamente a Laurito, alla quale stazione, va il mio plauso per l’impegno profuso nella questione, in particolar modo al maresciallo Benevento che non appena intervenuto con i suoi uomini ha preso di petto la vicenda».

«Con il sindaco, che come già scritto – spiega Lamanna -, il lunedì ha inviato il vigile urbano sul posto, abbiamo avuto una telefonata chiarificatrice, anche perchè di fronte alle difficoltà di una comunità bisogna sempre unirsi e mai dividersi. Rispetto gli amministratori che in periodi come questi assumono l’onere di guidare un comune».

«Non volevo offendere o sminuire l’operato di nessuno – conclude Lamanna – ma semplicemente denunciare una situazione di disagio sociale, che troppo spesso trova sfogo sulle persone e sugli esseri più indifesi. La pratica dell’avvelenamento e della violenza sugli animali è purtroppo endemica anche da noi. Mi auguro che la risonanza della notizia, constatato anche l’impegno delle istituzioni, scongiuri nuove e abominevoli pratiche di crimini sugli animali, ricordando ovviamente che l’abbandono degli stessi è la prima causa di questo male».

©Riproduzione riservata