Inchiesta clinica Cobellis: l’accusa: «Alla sbarra tutti gli indagati»

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Sono otto gli indagati che sono finiti nell’inchiesta della procura di Vallo della Lucania per presunti imbrogli alla clinica Cobellis. L’inchiesta è partita nel 2006 ed è andata avanti per tre anni circa. Tutto ruota intorno a presunti interventi «strapagati» e diformità sulla convenzione. Gli indagati ricoprivano all’epoca dei fatti il ruolo di direttore generale, amministratore, direttore sanitario e, cinque di loro, di dirigenti. Il pubblico ministero Alfredo Greco ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti gli indagati.

Secondo la procura «la convenzione della clinica Cobellis dell’aprile del 2002 è scaduta nel dicembre dello stesso anno, ma all’interno si continuava a lavorare». «Non solo – sostiene chi indaga sui fatti – era stato approvato una sorta di tacito rinnovo, non consentito però dalle legge. Solo nel 2009 – emerge dall’inchiesta – il commissario De Angelis revocò la convenzione della clinica Cobellis». Ma, oltre a problemi burocratici, l’indagine si concentra soprattutto su «probabili vantaggi patrimoniali versati a favore di alcuni soggetti». «Infatti – sostiene la procura – alcuni soggetti avevano consentito il perpetuarsi di pagamenti gonfiati, per interventi come la litotrossia (cioè una cura metodica basata sull’emissione controllata di onde d’urto acustiche ad alta energia per curare i calcoli renali) mentre invece effettuavano interventi non chirurgici, a costo minore». In parole semplici la procura indaga sul fatto che alcuni «soggetti avrebbero fatto pagare soldi in più ai pazienti per interventi più semplici di quelli dichiarati».

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Pare inoltre, sempre secondo quanto emerge dalle indagini, che alla clinica sarebbe presente un’apprecchiatura in grado di  valutare numericamente gli interventi e calcolarne, automaticamente, il costo. Ma questo apparecchio, che porta il nome di Sdo, pare non essere mai stato utilizzato. La procura sostiene che «questo è un altro tassello importante dell’indagine che fa capire come si cercava di raggirare il sistema».

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