Lupo ucciso e minacce alla Forestale, si stringe il cerchio: filmati nelle mani degli inquirenti

Emergono novità nelle indagini avviate dai carabinieri, dai vigili urbani e dal corpo Forestale per incastrare il bracconiere, o i bracconieri, che tra giovedì e venerdì notte hanno posizionato la carcassa di un lupo nell’aiuola della piazza Ventiquattro maggio a Sanza. La macabra scoperta è toccata agli agenti della municipale al mattino successivo, dopo una segnalazione di un bambino che mentre andava a scuola ha intravisto l’animale morto accasciato sotto la statua del Cervo, simbolo della cittadina del Vallo di Diano, pensando in un primo momento che si trattasse di un cane. Accanto c’era un biglietto, sequestrato subito dai caschi bianchi, e ora al vaglio degli inquirenti. Sul cartone c’era scritto: «Il prossimo sarai tu (nome e cognome di un agente della Forestale), amante di (nome e cognome)». Sui nominativi non è trapelato nulla e vige massimo riserbo. Il lupo è stato portato in una clinica veterinaria per essere esaminato. Al momento non si conoscono le cause della morte. E’ probabile infatti che l’animale sia stato ucciso a colpi di arma da fuoco, oppure che sia caduto in una trappola. L’ipotesi meno accreditata è quella dell’avvelenamento. Intanto le indagini proseguono a trecentosessanta gradi, proprio come aveva promesso il corpo Forestale di Sanza all’indomani dell’accaduto. Tra i file dei computer degli investigatori, ci sarebbero i filmati delle videocamere di sorveglianza del paese. Carabinieri e Forestale stanno prendendo in esame qualsiasi immagine, per cercare di individuare l’automobile con la quale è stata trasportata la carcassa. Secondo gli inquirenti il bracconiere avrebbe posizionato il lupo morto con il biglietto come atto intimidatorio nei confronti delle giubbe verdi. La pista passionale è quasi scartata del tutto. Pare che l’attenzione di chi indaga si sia spostata sui cacciatori di frodo, i tagliatori di legna e i costruttori edili che realizzano manufatti abusivi nel Parco nazionale del Cilento e del Vallo di Diano. Si spulcia tra le carte e i documenti, andando a ritroso dal gennaio del 2015 ai mesi precedenti, per individuare chi ha avuto guai con la legge in materia ambientale e deve scontare pene o pagare pesanti ammende.

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