Perdifumo, arbitro di Ascea preso a pugni e minacciato: «Dal campo non esci vivo». Ricoverato all’ospedale

«Da qui tu non esci vivo», sarebbero state queste le parole che i calciatori della squadra di casa avrebbero rivolto al giovane direttore di gara di Ascea. Calci, pugni, spintoni e minacce poi sono intervenuti i carabinieri che hanno scortato l’arbitro fino all’ospedale di Agropoli. Il giudice sportivo leggerà il referto e valuterà il tutto per eventuali sanzioni e squalifiche.

La gara finita male Sabato 16 marzo si disputava l’incontro di calcio del campionato di prima categoria sul campo di Perdifumo fra Castellabate ed Herajon, la squadra di Capaccio. L’incontro è stato affidato, dalla sezione arbitri di Sapri, a Francesco D’Angiolillo arbitro 20enne residente ad Ascea. A dieci minuti dalla fine del match il Castellabate perdeva per una rete a zero. La squadra di casa continuava ad attaccare in cerca del gol che sarebbe valso il momentaneo pareggio. Il direttore di gara all’80esimo minuto ha fermato un attaccante degli undici di casa lanciato a rete per un presunto fuorigioco. A quel punto, secondo il racconto di chi ha assistito alla partita, i giocatori avrebbero accerchiato l’arbitro inviperiti per la decisione presa. Uno di questi lo avrebbe spintonato e l’arbitro per questo motivo lo ha espulso. Il cartellino rosso ha scatenato la violenza dell’intera squadra. Dalla panchina sono subentrate le riserve e i dirigenti. Da quanto si apprende dal referto dell’arbitro, la maggior parte di queste persone avrebbero partecipato alla rissa. Calci, pugni, testate e spinte: il ragazzo di Ascea è stato aggredito al centro del campo. I calciatori e dirigenti della squadra di Castellabate sostengono il contrario e negano questa versione dei fatti riportata dall’arbitro sul referto di fine gara. Proprio a quel referto farà fede la decisione del giudice sportivo. Eventuali sanzioni e squalifiche saranno pubblicate sul bollettino della Figc Campania giovedì 21 marzo in mattinata.

I soccorsi Dopo la zuffa qualcuno ha avvertito i carabinieri della locale stazione. I militari hanno scortato il ragazzo fino all’ospedale civile di Agropoli. I sanitari gli hanno prescritto almeno quattro giorni di prognosi per le percosse subite. Il giovane arbitro alla fine del match ha dichiarato: «Ho subito violenza gratuita da ragazzi della mia stessa età e da padri di famiglie – rivela D’Angiolillo – mi hanno aggredito alle spalle e mi hanno minacciato dicendomi che non sarei uscito vivo dal campo sportivo e che mi avrebbero sfasciato la macchina». L’arbitro continua: «Per me questo è un hobby e un divertimento, ma se devo mettere a repentaglio la mia vita preferisco mettermi da parte».

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