Rofrano, un luogo del turismo per i gay: ecco la proposta nata nella rete

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L’allarme fu lanciato tempo fa da Vincenzo Pepe, presidente di FareAmbiente Salerno: «Il Cilento a rischio spopolamento». Una possibile ricetta o soluzione la fornisce un affezionato lettore del Giornale del Cilento, Giuseppe Viterale, che pur vivendo in America da rofranese doc trae le sue conclusioni e con un post su Facebbok da la soluzione su come «garantire l’esistenza di Rofrano» 

«Per prima cosa bisogna fare in modo di garantire l’esistenza di Rofrano in modo da essere sicuri che tra sessant’anni ci sia ancora questo Paese strutturato nella sua forma sociale. Dare un contributo di 2000 euro a ogni neonato rofranese o di origine rofranese e depositarlo in un Trust Found da prelevarlo solo al raggiungimento dell’età pensionabile e con l’obbligo di vivere a Rofrano almeno 6 mesi all’anno. Duemila euro possono sembrare pochi – aggiunge – ma se si depositano in banca dopo 65 anni, considerando tutte le turbolenze finanziarie, alla fine si saranno ricapitalizzati in modo esponenziale. Questa idea ha il vantaggio di creare un veicolo mediatico per far parlare di Rofrano in Italia come di un paese quanto meno originale». Poi passa ad analizzare il territorio Rofrano: «Rofrano ha una vasta estensione territoriale e quasi ogni famiglia ha un pezzo di terra. Come la castagna ci sono anche altre colture che si possono fare su terreni marginali in modo non estensivo e su terreni propri con pochissimi investimenti. Tipo la coltivazione dello zafferano, della fragola selvatica, la lombricoltura, tutti prodotti altamente costosi che non necessitano di grandi mezzi per il trasporto e facilmente collocabili sul mercato». «Ma la cosa più bella che Rofrano ha – continua Viterale – è il centro storico secondo solo a Teggiano. Qualsiasi amministrazione dovrebbe imporre una moratoria sulla costruzione di nuove case e dare solo autorizzazioni al ripristino di abitazioni già esistenti, questo è l’unico modo per incrementare il prezzo del valore immobiliare e creare un mercato di compravendita che allo stato attuale è inesistente. Dall’aumento del prezzo delle case tutti ne trarrebbero benefici perchè tutti i rofranesi sono propritari di casa». Infine la proposta choc: «Altra idea è che tipo di turismo bisogna attrarre. Io non credo – sottolinea Giuseppe Viterale – a un turismo con scarponi e sacco a pelo in giro per i boschi ma più a un turismo di qualità con un reddito elevato. Per questo target occorrono delle strutture alberghiere che attualmente a Rofrano non esistono. Ma c’è una categoria di turisti che risponde a queste qualità, che non necessitano di grandi strutture ma di un ambiente non discriminatorio, dove si possa fare arte e creatività e possibilmente comprare casa: questi sono i gay. Quando parlo di gay non mi riferisco a coloro che sfilano in modo folcroristico al Gay Pride Parade, ma di coloro che vivono la loro sessualità tra le mura della propria abitazione. Questa categoria è composta da persone che hanno un reddito e grado di istruzione molto elevato che si muovono in gruppo in luoghi dove si sentono sicuri e ben accolti. D’altra parte il matrimonio gay è una realtà che prima o poi arriverà anche in Italia tanto vale essere i primi a sfruttare questa potenzialità. Ma Rofrano è pronto per questo?»

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