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Svolta indagini Vassallo, il fratello e il figlio di Angelo: «Sicuri che il latitante sa e parlerà»

di Luigi Martino

«Io ho sempre avuto fiducia negli investigatori e nella giustizia e spero che questo arresto serva a fare luce sull’omicidio di mio fratello». Sono queste le prime parole di Dario Vassallo, fratello di Angelo, poche ore dopo la notizia diffusa dai media dell’arresto di Bruno Damiani, meglio conosciuto con il soprannome di «Brasiliano». Damiani, secondo chi indaga, è un tassello fondamentale per la risoluzione del caso dell’omicidio del sindaco di Pollica trucidato nella propria auto la notte del 5 settembre 2010. L’uomo è stato fermato dalla polizia all’aereoporto internazionale di Bogotà, capitale della Colombia, dove era appena sbarcato da un aereo proveniente dal Brasile. «Il fatto che l’arresto sia avvenuto oggi e non in passato – prosegue Dario Vassallo – è perchè evidentemente ora è funzionale alle indagini. Io continuo ad avere fiducia nelle istituzioni nonostante per quattro volte sia stato querelato per aver detto quello che penso».

Dario Vassallo è il presidente della fondazione nata tre mesi dopo la morte di Angelo Vassallo, per volontà della famiglia. Antonio, invece, è il figlio di Angelo e gestisce il ristorante ad Acciaroli lasciato in eredità dal papà. «Questa notizia è un qualcosa che noi abbiamo sempre richiesto agli inquirenti – afferma Antonio al giornale del Cilento – perchè questo Damiani è uno dei nomi fatti più frequentemente all’interno delle indagini. Era stato lasciato andare dall’altre parte del mondo, ma la risposta ora è stata data». Ora gli inquirenti dovranno mettere sotto torchio il «Brasiliano», sperando che parli. Gli investigatori del Ros ritengono che Damiani, una volta estradato e interrogato, potrebbe fornire molti elementi utili per chiudere delle indagini complicate e identificare movente e responsabili dell’omicidio. Della stessa idea Antonio Vassallo: «Una volta portato in italia e interrogato – dice ancora il figlio di Angelo – penso che avremmo molte risposte grazie alle quali le indagini potranno diventare più fitte. Le risposte – conclude – possono essere legate alle indagini e spero che almeno possano servire ad escludere anche altri filoni che sono stati tirati in ballo fino ad ora».

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A Cura di

Luigi Martino

Fagocito storie miste a facce intrise di granelli di vissuto. Non ho sangue, dentro scorre mare. Assumo pillole di tradizioni e m’incanto di fronte a occhi nuovi. Porto sul groppone il peso perenne di confezionare sempre cose belle. Litigo spesso con i pulsanti della mia Nikon e sono alla continua ricerca di «enciclopedie che camminano». Mentre corro dal mare alle colline del Cilento, sotto al braccio destro ho un Mac; sotto all’altro, invece, un quintale d’umiltà. A caccia di traguardi che si rinnovano in modo perpetuo, colleziono tramonti, ingurgito libri e immagazzino abbracci senza essere sfiorato. Giornalista per professione, video-fotoreporter per ossessione, racconto storie per necessità. Giornalista per professione. Fotografo per passione. Racconto storie per necessità.
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