Scacco matto alla banda dell’oro rosso nel Cilento: 11 nei guai

Questa mattina, all’alba, i carabinieri del comando provinciale di Salerno, hanno eseguito 11 misure cautelari emesse dal gip del tribunale di Vallo della Lucania nei confronti di altrettanti indagati, tutti ritenuti responsabili dei reati di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti, riciclaggio e alla ricettazione di rame e materiali ferrosi. Sette persone sono finite agli arresti domiciliari, mentre altre quattro sono sottoposte all’obbligo di firma. Sono stati sequestrati beni per 12 milioni di euro. I sigilli sono scattati per due aziende (la Eurometal Sud di Terzigno, a Napoli, e la sua sede operativa a Serre; la Ottobici con sede legale a Cicerale) e un capannone industriale ubicato ad Altavilla Silentina con relativi mezzi, attrezzature, posizioni di credito, operanti nel settore del recupero di materiali ferrosi. Le indagini, condotte dal nucleo investigativo e supportate anche dai tecnici dell’Enel che hanno messo a disposizione degli inquirenti strumentazioni elettroniche, hanno consentito di individuare un’organizzazione criminale operante prevalentemente nel Cilento e nella Piana del Sele, composta da cittadini italiani e stranieri dediti alla commissione di diversi furti di rame e materiali ferrosi in danno della rete di illuminazione pubblica e di aziende private. L’operazione è stata denominata, appunto, «Oro rosso». 

Nei guai
Gli 007 della procura hanno individuato e delineato per bene i ruoli di ogni associato. Secondo gli inquirenti il promoter dell’organizzazione criminale era Ciro Pasquale Russo, lui era «il collante della squadra» e faceva da «tramite con gli acquirenti» con i quali stabiliva «modalità e prezzi della ricettazione». Gli organizzatori erano Salvatore Canzanella e Vincenzo Forte. Loro, secondo le indagini svolte dai carabinieri, coordinavano il lavoro di Gennaro Canzanella, Luis Marcelo Forte e Raffaele Raiano. Questi ultimi erano «addetti al trafugamento del materiale ferroso e del rame. Vincenzo Forte, inoltre, titolare della Eurometal Sud, «trattava direttamente con gli autisti dei mezzi adibiti al trasporto della refurtiva, per l’acquisto della stessa, immessa mediante anche falsificazione di formulari e bolle di accompagnamento sul mercato locale e nazionale. Per la procura i «ricettatori» erano Angelo Forte, Luigi Cassese, Angelo Di Filippo e Giuseppina Arenella. La donna, inoltre, titolare della Ottobici di Cicerale, secondo gli inquirenti aveva anche il compito di «provvedere alla logistica per la squadra predatoria». A finire nei guai anche Luigi Puziello, per la procura «il consigliere», che «indicava all’organizzazione i luoghi in cui consegnare la merce provento di reato, suggerendo anche il successivo reinvestimento dei profitti».

Il bilancio
Cinque persone sono state tratte in arresto e altre 17 sono state denunciate per i reati contro il patrimonio. Durante l’operazione i carabinieri hanno sequestrato un opificio dedito alla lavorazione dei metalli e cinque mezzi pesanti utilizzati per il trasporto della merce rubata. Le forze dell’ordine hanno recuperato inoltre 42.700 chilogrammi di materiale ferroso e rame provento di furto, per un valore complessivo di circa 200 mila euro. Agli indagati vengono contestati 34 episodi differenti di furto di materiale ferroso. Altri cinque tentativi di furto sono stati bloccati dalle varie caserme dislocate sul territorio. Nel 2014, nel Cilento e nella piana del Sele, i furti di rame e materiale ferroso in genere sono calati dell’80% (da 227 a 41).

Un’altra operazione
Durante le indagini i carabinieri hanno scoperto altre 10 persone che sono finite sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti e ora sono iscritte nel registro degli indagati. Durante una perquisizione ad una ditta di Caposele in provincia di Avellino, i carabinieri hanno scoperto e sequestrato 50 chili di rame di «illecita provenienza». Anche la sede della società è finita sotto sequestro. Il titolare, L.G., è stato denunciato. 

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