Camerota, medico a cena durante il proprio turno in guardia medica: indagini chiuse

Doveva essere di turno presso la guardia medica di Marina di Camerota sita in località porto, ma preferì cenare seduto comodamente al tavolo di un ristorante del borgo marino cilentano insieme ad altre persone. Sotto la lente d’ingrandimento della procura di Vallo della Lucania è finito un medico al quale è stato recapitato l’avviso di conclusioni delle indagini. Il fatto, finito sulla scrivania del pm Alfredo Greco, risale alla vigilia di Pasqua dello scorso anno. In quel periodo una delle località balneari più frequentate del Cilento era già piena di turisti.

Il fatto Chi indaga sul caso ha ricostruito la vicenda in questo modo: trascorse da poco le 21.30 il medico avrebbe chiuso l’ambulatorio per recarsi in un ristorante del paese e seduto comodamente a tavola avrebbe consumato la cena mentre in guardia medica c’erano pazienti che avevano bisogno di lui. I pazienti, giunti davanti al portone d’ingresso, furono costretti ad aspettare perchè all’interno della guardia medica non c’era nessuno. A raccontare l’episodio fu un uomo del posto, come scrive il quotidiano ‘La Città’. Il paziente si trovava in guardia medica per un controllo della pressione. «Ho trovato la porta chiusa. Ho bussato ripetutamente ma non mi ha aperto nessuno», si legge su ‘La Città’. Il paziente, poi, si rivolge ad un maresciallo dei carabinieri, che al momento non era in servizio, per cercare di rintracciare il dottore o un sostituto. Il maresciallo sale in macchina e dopo un giro veloce del paese trova il medico di turno seduto al ristorante. «C’era molta gente – raccontò il malcapitato sempre al quotidiano ‘La Città’ – ho preferito non fare sceneggiate dinanzi a tutti. Sono tornato dinanzi all’ambulatorio e l’ho aspettato. Fortunatamente si trattava di un semplice abbassamento di pressione, diversamente sarei già morto».

Indagato Ora il medico è indagato e, secondo il procuratore del tribunale di Vallo della Lucania, si sarebbe reso responsabile di falsità ideologica e di interruzione di un servizio di pubblica necessità violando l’articolo 340 del codice penale. Dovrà difendersi davanti all’autorità giudiziaria e il gup nell’udienza preliminare stabilirà se rinviare a giudizio o optare per il non luogo a procedere.

Un altro episodio Nei primi giorni del mese di settembre del 2009 nelle stessa guardia medica si verificò un episodio simile. Uno dei cronisti di questa testata si recò in quei locali per ricevere delle cure mediche ad una ferita. Non trovando nessuno a sorvegliare i locali e nemmeno un medico in servizio, il cronista segnalò l’assenza del personale medico, l’assenza di qualsiasi presidio, la presenza di alcuni cittadini che denunciavano il disservizio e la piena disponibilità da parte di chiunque nell’accedere al materiale custodito all’interno di questi spazi in un servizio giornalistico con alcune foto allegate. In questa occasione i fatti proseguirono per altri versi. Il cronista fu raggiunto da minacce nel locale commerciale dei propri genitori, ma andò a denunciare il tutto alla locale caserma dei carabinieri. Dopo qualche anno al tribunale del giudice di Pace di Pisciotta chi ha minacciato il cronista è stato condannato a pagare le spese legali e un ammenda.

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