Camerota, sbancamento notturno per costruire eliporto in spiaggia protetta: indagano forestale e capitaneria

Infante viaggi

Gli inquirenti della capitaneria di porto di Marina di Camerota e del corpo forestale dello Stato di San Giovanni a Piro hanno tra le mani le carte che potrebbero nei prossimi giorni consegnare la verità sui fatti di Lentiscelle. Le indagini, condotte da un lato da Amleto Tarani capitano della guardia costiera e dall’altro lato da Ferdinando Sileo comandante delle giubbe verdi, viaggiano parallele e vengono confrontate dai due corpi per accertare se in quella zona c’è stato un abuso e, nel caso, bisognerà scoprire su chi ricade la colpa e chi ha ordinato il lavoro in una zona con così tanti vincoli.

I fatti Nella notte tra lunedì e martedì, intorno alle 22, i marinai della guardia costiera hanno fermato alcune persone che con uno scavatore ed un camion stavano effettuando uno sbancamento e uno sversamento di materiale, terriccio e pietre, sulla spiaggia di Lentiscelle a Marina di Camerota. Molto probabilmente i lavori dovevano consegnare al borgo cilentano una piattaforma per l’atterraggio di elicotteri. Ebbene si, sulla spiaggia e in una zona protetta da diversi vincoli paesaggistici. Sulla duna dove è stato effettuato lo sbancamento cresce il famigerato giglio marino, anch’esso protetto dall’ente Parco.

Le indagini Sulla vicenda vige riserbo da parte degli inquirenti, ma gli occhi sono puntati sul fardello di carte in possesso della capitaneria. Da quelle righe potrebbe emergere un eventuale abuso e un’eventuale responsabilità di un ente pubblico o di un privato. Fatto sta che il danno per il momento resta ed è visibile a tutti. Il comandante della forestale ha precisato ai nostri microfoni: «Con molta probabilità si voleva costruire un eliporto – dice Sileo – ma a noi tocca il dovere di verificare bene chi ha ordinato i lavori e per quale motivo. Nessuna pista è esclusa».

La denuncia Il fatto è stato denunciato anche da Adolfo Scarano, avvocato di Camerota nonchè membro della Pro loco locale. «Non è possibile effettuare uno sbancamento in un luogo che dovrebbe essere preservato – afferma il legale al giornale del Cilento – Marina di Camerota è un paese che vive di turismo e posti belli, ma qui pare che alcune persone questi posti li vogliono distruggere».

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La vicenda Facendo un passo indietro scopriamo come esattamente l’estate scorsa un uomo del posto è stato investito, nello specchio d’acqua antistante la spiaggia di Lentiscelle, da uno scafo di proprietà di un lido balneare. In quell’occasione in soccorso del malcapitato arrivò l’eliambulanza da Vallo della Lucania che dovette atterrare d’emergenza proprio sulla duna dove qualche notte fa stavano lavorando per la costruzione dell’eliporto.

Sarà per questo motivo che qualcuno voleva costruire una base solida dove poter fare atterrare un elicottero in caso di emergenza? Perchè però effettuare i lavori di notte? Quali rischi si correrebbero se i motori dell’elicottero in caso di atterraggio cominciassero a risucchiare sabbia e pietrisco? Perchè sbancare una duna protetta dove cresce una specie protetta? A queste domande toccherà rispondere a chi in questi giorni sta indagando sul caso.

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