Vuoi fare pipì in spiaggia? 50 centesimi a persona: ecco la lettera di un turista di Camerota

Giunge in redazione una lettera di un cittadino originario di Ancona in vacanza a Marina di Camerota. Secondo l’uomo, che chiede venga garantito l’anonimato, la troppa concorrenza fra le attività commerciali del posto alla fine finisce per penalizzare il turista in vacanza. Ecco cosa è successo durante la sera del 16 agosto, copiamo la lettera qui di seguito in maniera integrale:

«Gentile redazione del giornale del Cilento,
sono un ragazzo di Ancona in vacanza a Marina di Camerota presso amici che conosco da diversi anni. Vi scrivo per segnalarvi uno spiacevole inconveniente che mi è capitato durante una di queste sere che ho trascorso nel piccolo paesino cilentano. Ciò che vi sto per raccontare è a mio avviso alquanto vergognoso e tende ad allontare i turisti in vacanza a Camerota. Premetto che non conosco bene il posto, ma mi sono recato qui soprattutto per conoscerlo. Volevo scoprire le meraviglie di cui tanto parla la gente su ad Ancona. Durante queste notti in giro fra Palinuro e Marina mi sono divertito insieme agli amici di sempre con i quali durante l’inverno lavoro: siamo andati a ballare in diversi locali e lidi balneari, abbiamo fatto mattina per poi mangiarci il cornetto, ho visitato tutte le spiagge del litorale dall’Arco Naturale fino alla spiaggia di Lentiscelle. I ragazzi mi hanno parlato della famosa Lamparata, quella gita in barca tanto amata dai turisti e devo dire la verità molto bella come esperienza e soprattutto unica nel suo genere. Fatto sta che giovedì 16 agosto mi hanno convinto ed insieme ad un gruppone di 30 ragazzi, misti fra maschi e donne logicamente, siamo partiti dal porto di Marina di Camerota intorno alle ore 22.00 per giungere una delle spiaggie verso sud. Qui abbiamo consumato il pesce appena pescato e bevuto del buon vino fresco.

Ad una certa ora, ed è qui che dovete stare attenti, cinque delle ragazze del gruppo hanno avvertito l’esigenza di andare al bagno. Sulla spiaggia vi è un piccolo ristorantino, raggiungibile si a piedi ma molto più facilmente in barca, gestito da una famiglia del comune di Camerota. Questo ristorantino, sono venuto a sapere dal gruppo di amici con i quali ho condiviso l’esperienza della lamparata, organizza su prenotazione anche cena di notte a base di pesce e piatti tipici cilentani. Il prezzo si aggira intorno alle trenta euro a persona. Ritornando al fatto che le ragazze dovevano andare al bagno, a quel punto mi alzo ed insieme ad un altro amico decidiamo di accompagnarle. I bagni si trovano vicino al ristorantino. Presupponiamo subito che i servizi sono di proprietà della famiglia che gestisce il ristorante e infatti proprio al lato un signore ci attende come se sapesse già cosa volessero fare le cinque fanciulle. Ci domanda con fare quasi minaccioso:«Voi fate parte della lamparata? Siete con la Coperativa Cilento Mare?». Noi immediatamente annuiamo e nel frattempo cerchiamo di capire il perchè di quelle domande. Il nostro desiderio viene subito esaudito. «Se volete fare pipì – continua il signore – dovete pagare 50 centesimi a persona, altrimenti la prossima volta la lamparata la andate a fare da qualche altra parte». Le ragazze dovevano obbligatoriamente fare questa benedetta pipì e noi pur di non dover metterci a contrattare per due euro e 50 centesimi decidiamo di pagare e rimandare le discussioni. Abbiamo parlato tutta la serata riguardo questa vicenda. Il problema, come logicamente avete appreso da subito, non è della somma irrisoria di tre euro scarsi ma del gesto arrogante e della scorretta concorrenza fra il ristorante e la cooperativa che organizza la lamparata, che grava alla fine sul turista in vacanza a Camerota. L’anno prossimo tornerò volentieri a Camerota per riabbracciare gli amici e questa terra meravigliosa, ma di sicuro non esplorerò più determinati luoghi imbattendomi nella conoscenza di determinati soggetti. Con affetto vi saluto»