Tribunale Sala Consilina, Ferrari alla Cancellieri: «Pago io le spese, ma non chiudetelo»

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Le proteste per l’accorpamento del tribunale di Sala Consilina con quello di Lagonegro continuano. Il trasloco di faldoni e documenti è quasi terminato, ma il presidio dei manifestanti no. Il sindaco lancia un appello al ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, per cercare di afferrare per la coda un caso che sembra ormai chiuso. «Possedendo le necessarie risorse economiche e la proprietà immobile che fino al 14 settembre scorso è stato sede del tribunale di Sala Consilina – afferma Gaetano Ferrari – siamo disposti ad assumerci i costi che fino ad oggi sono stati a carico dello stato pur di mantenere in vita il presidio di giustizia salese».

La lettera è stata inviata al ministero. Insieme alla firma del primo cittadino di Sala Consilina, ci sono altri 15 nomi di sindaci del comprensorio. Nella missiva è stato chiesto anche un incontro con il ministro Cancellieri. «Il nostro tribunale – spiega ancora Ferrari – tra l’altro è stato trasferito dalla Campania alla Basilicata, dalla corte di Appello di Salerno, che con i suoi 1.200.000 abitanti può assorbire quattro tribunali, alla corte di Appello di Potenza, in una regione che complessivamente non supera le 600.000 anime».

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Allo stesso tempo, Giuseppe Colucci, in rappresentanza del comitato ‘Pro tribunale’, ha inoltrato una missiva al presidente della regione Campania, Stefano Caldoro, al vice ministro per le Infrastrutture ed i Trasporti, Vincenzo De Luca ed a deputati, senatori e consiglieri regionali eletti nella circoscrizione di Sala Consilina e del Vallo di Diano. «E’ un accorpamento innaturale – si legge – ed ingiustificato per la maggiore disorganizzazione dell’attività giudiziaria, per la maggiore spesa, per il disagio per i cittadini, per l’accorpamento in un’altra regione ed altra provincia (unico in Italia), per la carenza dei requisiti di agibilità perfetta nonché di spazi dell’immobile di Lagonegro che dovrà ospitare anche il tribunale di Sala Consilina. E’ urgente – recita ancora la missiva – che il presidente della Regione e tutti gli onorevoli eletti in questo territorio procurino un incontro delle autorità locali con il ministro della Giustizia e con il dirigente del dipartimento del ministero, per spiegare le ragioni di questo snaturato e scellerato accorpamento».

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