Falsi invalidi: 83 indagati. Indagini anche nel Cilento

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I carabinieri della compagnia provinciale di Salerno hanno arrestato 9 persone coinvolte nell’inchiesta diretta dalla direzione distrettuale antimafia su una presunta truffa ai danni dello Stato per false pensioni di invalidità. Gli indagati, sempre nell’ambito della stessa indagine, sono in tutto 83. L’accusa per tutti è anche di associazione per delinquere finalizzata alla truffa. Ai domiciliari sono finiti medici, politici locali e falsi invalidi.

«Il raggiro» Secondo la direzione distrettuale antimafia «i consensi elettorali venivano scambiati con le pensioni di invalidità civile, alle quali, in molti casi, si aggiungevano anche gli assegni di accompagnamento e vantaggi nell’ambito professionale. Promotore dell’associazione – sempre secondo l’antimafia di Salerno – era il consigliere regionale Giovanni Baldi che, per assicurarsi consenso elettorale dalle famiglie dei falsi invalidi, pilotava le pratiche in modo da far elevare le percentuali di invalidità ai soggetti segnalati i quali, oltre all’assegno di invalidità, spesso percepivano anche quello di accompagnamento, ottenendo l’iscrizione al collocamento agevolato». I carabinieri avrebbero individuato già 15 casi ed è iniziata l’azione di recupero delle somme che sarebbero state percepite indebitamente. Gli uomini dell’arma hanno sequestrato circa 60mila euro ed effettuato 5 perquisizioni domiciliari.

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Domiciliari e indagati Sono 9 le persone arrestate nell’ambito dell’operazione dei carabinieri denominata ‘Spending Review’. I domiciliari sono scattati per Giovanni Baldi, Mario Salucci, Francesco Ragni, Renato Caterini, Pietro Giordano, Isidoro Quadrino, Germano Baldi, Antonio Mazzotta e Angelo Cermi. Oltre i 9 arrestati ci sono altre 73 persone indagate. Una sola è cilentana e si tratta di Maria Antonia Coppola, medico convenzionato dell’Inps (operatore sociale) e firma del giornale del Cilento. Coppola raggiunta telefonicamente dal giornale del Cilento dice: «Sono proprio distante da questa cosa e questo modo di fare è proprio lontanissimo dal mio modo di vivere. E’ normale che la giustizia indaghi, ma sono tranquilla perchè sarà chiarito questo grande equivoco che ha coinvolto me e tutti i colleghi dell’Inps».

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