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Alfieri a Letta: «Troppa criminalità, servono fondi»

di Luigi Martino

Assenza dei temi della legalità e della sicurezza nel documento presentato dal Governo sulla programmazione dei fondi strutturali europei 2014/2020. Il sindaco di Agropoli Franco Alfieri scrive al presidente del Consiglio, Enrico Letta, al ministro dell’Interno, Angelino Alfano e al ministro per la Coesione Territoriale, Carlo Trigilia, chiedendo maggiori risorse per garantire la sicurezza nel Mezzogiorno. «E’ immediatamente percepibile che il bisogno di sicurezza nelle regioni del Sud Italia è assolutamente primario, a causa del pesante influsso della criminalità organizzata – scrive il primo cittadino agropolese – In particolare, la situazione della Campania così pesantemente colpita dai fenomeni criminali riconducibili alla camorra, sarebbe irrimediabilmente compromessa se non si portasse avanti la politica improntata alla garanzia delle condizioni di sicurezza per le comunità locali, intrapresa nel corso della precedente programmazione dei fondi strutturali. D’altro canto, come ha affermato il presidente Napolitano, la spesa dei fondi Ue è, e resta, la carta per lo sviluppo del Sud».

«Il  Comune di Agropoli – aggiunge il sindaco Franco Alfieri – ha avuto la preziosa possibilità di attingere ai fondi del Pon sicurezza per la programmazione 2007-2013, ed ha, pertanto, potuto attuare iniziative di grande impatto e di sviluppo per il territorio, consistenti nella realizzazione di un sistema di videosorveglianza e di un campetto sportivo polifunzionale che è stato intitolato a “Peppino Impastato”, giornalista noto per le sue denunce contro le attività mafiose che ha pagato con la vita il suo impegno contro la criminalità. Da ciò si comprende che i fondi stanziati a valere sul Pon sicurezza hanno rappresentato nella programmazione 2007-2013 una importante opportunità di sviluppo. Interrompere questo virtuoso percorso significherebbe annullare anche i risultati finora ottenuti».

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Luigi Martino

Fagocito storie miste a facce intrise di granelli di vissuto. Non ho sangue, dentro scorre mare. Assumo pillole di tradizioni e m’incanto di fronte a occhi nuovi. Porto sul groppone il peso perenne di confezionare sempre cose belle. Litigo spesso con i pulsanti della mia Nikon e sono alla continua ricerca di «enciclopedie che camminano». Mentre corro dal mare alle colline del Cilento, sotto al braccio destro ho un Mac; sotto all’altro, invece, un quintale d’umiltà. A caccia di traguardi che si rinnovano in modo perpetuo, colleziono tramonti, ingurgito libri e immagazzino abbracci senza essere sfiorato. Giornalista per professione, video-fotoreporter per ossessione, racconto storie per necessità. Giornalista per professione. Fotografo per passione. Racconto storie per necessità.
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