Operai delle comunità montane senza stipendio da mesi, sit-in sotto la Regione: «Noi caricati dalla polizia»

Esistono situazioni che hanno raggiunto il limite nel Cilento. Esistono lavoratori con una famiglia sulle spalle, con un mutuo da pagare, che lavorano da mesi senza essere ricompensati. Esistono persone che arrancano nel Cilento, fanno fatica a raggiungere il domani. Esistono poi gli enti, i capi, gli amministratori, i dirigenti. Esistono quelle persone che non mantengono la parola, il dovere. Il dovere di pagare 4mila operai forestali in Campania, molti cilentani e tanti del Vallo di Diano. Attualmente si occupano di servizi cantieri, da luglio invece saranno occupati nell’anticendio. Servono 18 milioni di euro per ripare i debiti, per far tornare il sorriso agli operai delle comunità montane.

Lunedì scorso c’è stato un sit-in sotto il palazzo della Regione a Napoli. Un sit-in di protesta «contro chi ci vuole far morire di fame». La manifestazione pacifica è sfogata nella rabbia delle forze dell’ordine: «Il capo della polizia ha ordinato ai suoi uomini di caricare contro di noi – fanno sapere alcuni manifestanti – non voleva che stessimo lì a dire la nostra contro chi non ci paga». Dalla prossima estate saranno tagliati anche i fondi per gli aerei e elicotteri impegnati nello spegnimento degli incendi boschivi. Il pericolo più grande è addirittura quello che il serivizio antincendio potrebbe proprio non partire. Immaginate i roghi estivi del Cilento senza gli operai delle comunità montane impegnate nello spegnimento?

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