Estate in crisi, ministro Giannini «Apertura posticipata delle scuole solo se rispettati i 200 giorni di lezione»

L’idea parte dal primo cittadino di Forte dei Marmi, Umberto Buratti, si arma di carta e penna e indirizza la sua lettera al ministro dell’istruzione Stefania Giannini.

Il contenuto della lettera? La proposta di posticipare la data dell’inizio delle attività scolastiche dal 15 Settembre al 1º Ottobre. Ma prima ancora l’idea l’aveva lanciata il consigliere regionale di Santa Marina Giovanni Fortunato.

Per quale motivo? La stagione estiva ha avuto un forte calo dovuto in primo luogo alla persistente crisi che costringe molte famiglie a rinunciare alla tanto attesa vacanza, in secondo luogo dovuto alle condizioni meteo avverse che hanno costretto tutti coloro in vacanza, o pronti per partire,a starsene chiusi in casa e aspettare il buon tempo per uscire.

 Il sindaco motiva la sua proposta affermando che le famiglie pensano all’inizio della scuola dei propri figli e con ciò chiudono le vacanze estive già da fine Agosto – inizio Settembre quando potrebbero essere prolungate fino alla fine del mese in cui le attività scolastiche hanno inizio. Così Buratti chiedeva di poter prolungare la stagione turistica in modo da favorire il settore in crisi.

Ma il ministro Giannini ha subito risposto con un secco e lanciante ‘no’ spiegando poi: «Le scuole nella loro autonomia possono chiedere lievi variazioni rispetto al calendario regionale, a patto di garantire i 200 giorni minimi di lezione previsti per legge. Nella maggior parte dei casi le richieste riguardano aperture anticipate che consentono di programmare pause flessibili nel corso dell’anno scolastico. In questo caso, invece, la richiesta di segno opposto potrebbe entrare in contrasto con gli impegni delle famiglie, nostre vere interlocutrici, dove spesso entrambi i genitori sono impegnati al lavoro».

A quanto pare, peró, nessuno ha pensato che posticipando la data di inizio si dovrebbe per legge posticipare la data della fine delle attività scolastiche, cosa che poi andrebbe a discapito degli studenti costretti ad avere meno vacanze durante l’anno scolastico o costretti a frequentare la scuola fino al termine di Giugno.