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Frana Mingardina, i lavori non partono e la strada resta chiusa: servono 45mila euro

di Luigi Martino

Sopralluoghi dopo sopralluoghi. Summit tra politici. Incontri al Comune di Celle di Bulgheria. Telefonate alla Regione. Confronti. Decisioni. Il tratto di Mingardina interessato da una caduta massi resta chiuso. I lavori non partono. Colpe, responsabilità, chiamatele come volete, ma soprattutto bisogna pensare ai cittadini, agli studenti che ogni giorno percorrono strade alternative, tortuose e non meno pericolose. Il tratto interessato parte dal bivio con la viariante del ‘Ciglioto’ fino alla galleria che precede l’altro bivio, quello che conduce alla stazione dei treni di San Severino di Centola.

I lavori non partono perchè il Comune di Centola aspetta la risposta del Genio Civile, cioè della Regione Campania. L’ente in questi giorni è impegnato sul fronte dell’alluvione che ha colpito Capaccio e sulle scosse di terremoto che hanno messo paura al Cilento la scorsa notte. I sindaci di Camerota, Celle di Bulgheria e Centola, insieme alla Provincia di Salerno nella figura di Attilio Pierro, assessore ai Lavori pubblici, hanno chiesto un intervento di somma urgenza all’ente sovraprovinciale con sede a Napoli. I rocciatori hanno consegnato il preventivo e per far partire i lavori servono 45 mila euro. Insomma, è tutto pronto, come spesso accade mancano i soldi. La Regione farà sapere se i fondi sono disponibili nel corso della prossima settimana dopo aver esaminato il verbale redatto dal Genio Civile che nei giorni scorsi ha visitato la frana. Nel caso la risposta sarà negativa, i Comuni hanno già raggiunto un accordo su come ripartire la spesa. Il costone è di proprietà di Celle di Bulgheria, la strada è provinciale e il tutto ricade nel territorio di Centola. Camerota c’entra ben poco, da questo punto di vista, ma l’amministrazione ha deciso comunque di collaborare perchè la strada è fondamentale per l’economia, il turismo e la sicurezza del comune costiero cilentano.

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A Cura di

Luigi Martino

Fagocito storie miste a facce intrise di granelli di vissuto. Non ho sangue, dentro scorre mare. Assumo pillole di tradizioni e m’incanto di fronte a occhi nuovi. Porto sul groppone il peso perenne di confezionare sempre cose belle. Litigo spesso con i pulsanti della mia Nikon e sono alla continua ricerca di «enciclopedie che camminano». Mentre corro dal mare alle colline del Cilento, sotto al braccio destro ho un Mac; sotto all’altro, invece, un quintale d’umiltà. A caccia di traguardi che si rinnovano in modo perpetuo, colleziono tramonti, ingurgito libri e immagazzino abbracci senza essere sfiorato. Giornalista per professione, video-fotoreporter per ossessione, racconto storie per necessità. Giornalista per professione. Fotografo per passione. Racconto storie per necessità.
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