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Omicidio Vassallo, fratello: «Cilento dietro di 30 anni»

di Luigi Martino

A tre anni dalla sua morte, l’istituto di Cultura meridionale presieduto da Gennaro Famiglietti ha ricordato Angelo Vassallo, il sindaco-pescatore ucciso a Pollica il 5 settembre del 2010 con un premio consegnato alla fondazione che ne ha preso il nome. Per Antonio Bassolino fu ‘«un sindaco vero, di quelli che facevano le cose», per Stefano Caldoro, invece, «un esempio, uno di quelli che sapevano battersi per la propria comunità». Per tutti una persona che aveva a cuore gli interessi della propria cittadina, quella Pollica divenuta fiore all’occhiello del Cilento. «Da quando non c’è più lui – ha detto il fratello Dario che ha ritirato la targa – il Cilento è tornato indietro di 30 anni. Ma l’esempio di Angelo non è isolato: in Italia ci sono tanti Angelo Vassallo che combattono l’illegalità». «Un sindaco che sapeva battersi per la propria gente – lo ha ricordato cosiì il governatore campano Stefano Caldoro -. Da allora la Campania ha fatto passi in avanti nel contrasto alla criminalità, si è ridotta la zona grigia in cui tanti si trinceravano non scegliendo. Ora bisogna tenere i riflettori accessi sui colletti bianchi e sugli interessi economici della camorra».

Molto personale il ricordo di Antonio Bassolino: «E’ stato un sindaco vero, uno che è riuscito a fare di Pollica un luogo noto in tutta Italia. Ricordo di una volta che venne a trovarmi: era il giorno di Pasqua e si trattenne molto tempo per espormi tutti i problemi del suo comune saltando il pranzo pasquale nonostante la famiglia lo attendesse. Gli dissi che aveva fatto bene perchè un sindaco deve rompere le scatole per il bene della propria comunità». «Ha fatto grandi cose per il porto – ha concluso – e per riqualificare i tanti centri storici di Acciaroli. Un sindaco vero e una persona buona, ma non buonista nè piacione. Anzi, detto con affetto, aveva anche il suo caratterino».

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A Cura di

Luigi Martino

Fagocito storie miste a facce intrise di granelli di vissuto. Non ho sangue, dentro scorre mare. Assumo pillole di tradizioni e m’incanto di fronte a occhi nuovi. Porto sul groppone il peso perenne di confezionare sempre cose belle. Litigo spesso con i pulsanti della mia Nikon e sono alla continua ricerca di «enciclopedie che camminano». Mentre corro dal mare alle colline del Cilento, sotto al braccio destro ho un Mac; sotto all’altro, invece, un quintale d’umiltà. A caccia di traguardi che si rinnovano in modo perpetuo, colleziono tramonti, ingurgito libri e immagazzino abbracci senza essere sfiorato. Giornalista per professione, video-fotoreporter per ossessione, racconto storie per necessità. Giornalista per professione. Fotografo per passione. Racconto storie per necessità.
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