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Roscigno, Filippo Mordente, presidente BCC “Monte Pruno”, indirizza una lettera ai sindaci ed amministratori per la messa in sicurezza della SS 166

di Federico Martino

Lettera aperta indirizzata ai sindaci ed agli amministratori del Cilento, degli Alburni e del Vallo di Diano del  presidente della BCC “Monte Pruno” di Roscigno e Laurino, Filippo Mordente: “A nome mio personale e dell’intero Consiglio di Amministrazione esprimo la più ampia e totale solidarietà alla famiglia Albanese e, soprattutto, la mia forte vicinanza ad Alfiero per lo scampato pericolo in occasione di quanto avvenuto lunedì scorso 19 settembre 2011. Come presidente di un  istituto di credito presente sul territorio in cui l’evento si è verificato, penso che sia mio dovere intervenire  a sostegno di una comunità che, da anni, vive un cronico isolamento per scelte scellerate che riguardano anche la mancanza di un sistema stradale che considerare da terzo mondo rappresenta un vero e proprio eufemismo. Un sistema stradale oltre che difficoltoso e disagevole per gli automobilisti costretti a recarsi quotidianamente soprattutto nel Vallo di Diano per motivi di studio e di lavoro, diventato anche pericoloso per l’assenza totale di attenzione da parte delle istituzioni. Quanto è successo Lunedì  u.s. è quantomeno esemplare.  Dopo gli incendi del 23 e 24 agosto scorso, la SS 166 viene chiusa al transito automobilistico e riaperta il 14 settembre, a distanza cioè di circa 20 giorni, senza che, evidentemente, venissero eliminate le fonti di pericolo. Per poi sentirci dire, a distanza di due giorni dallo scampato pericolo in cui è rimasto coinvolto  Alfiero Albanese, dall’assessore regionale preposto alla viabilità nella nostra Regione che “non sarà necessario effettuare alcun intervento ulteriore e straordinario di messa in sicurezza sulla Statale 166 degli Alburni, all’altezza del comune di San Rufo, in seguito alle piogge dei giorni scorsi.” Trovo questa posizione assolutamente scandalosa. Ciò significa che quello che è successo ad Alfiero Albanese ieri, domani possa succedere ad altri, ad ognuno di noi che abita nel parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, costretti ad utilizzare quel tratto di strada così pieno d’insidie. Magari con conseguenze ancora più nefaste. Ed è per questo motivo, per evitare che ciò possa accadere, che io vorrei invitare sindaci ed  amministratori, di qualsiasi estrazione politica e senza nessuna differenza, ad attivare delle iniziative a difesa di questo nostro territorio. Il mio vuole essere un vero e proprio grido d’allarme, perché ormai è cosa risaputa: se non ci difendiamo da soli, difficilmente lo faranno altre persone, che vivendo in contesti urbani diversi, forse non hanno mai conosciuto i nostri territori e,  pur ricoprendo incarichi di responsabilità capaci di risolvere il problemi, se ne lavano le mani come ha fatto l’assessore regionale Edoardo Cosenza. Io spero, per tutti noi che viviamo questo territorio, che questo appello venga raccolto e che possiamo, a breve, ritrovarci insieme per l’adozione di una strategia comune capace di creare le condizioni affinché il nostro territorio venga rispettato come è giusto che sia e che non sia soltanto considerato come “terra da sfruttare” soltanto per fini politici ed elettorali.                                                                                                                                                                    Questi problemi, in genere, è la politica che dovrebbe risolverli , ma ora Noi, come Banca, ci sentiamo chiamati in causa, perché intravediamo sui nostri territori una situazione critica per i cittadini che ci abitano e ci  lavorano. Occorre migliorare le condizioni di vita.  La nostra  banca si è spesso impegnata nel  sociale, credendo nelle iniziative dei giovani, credendo negli uomini che vogliono vedere crescere il loro territorio. E ora è giunto il momento di agire tutti in sinergia: abbiamo deciso di coinvolgere tutti i Sindaci, invitandoli a partecipare ad un incontro per discutere sulla problematica  della viabilità della statale 166 e su altre questioni che impediscono la crescita delle nostre zone, creando le premesse di un futuro spopolamento.  Una banca, come la “Monte Pruno” di Roscigno e Laurino che si  è sempre sentita  parte viva del territorio in cui opera, non può stare a guardare. Ci vogliamo impegnare in prima persona, mettendoci la faccia, per dare il nostro contributo per una crescita anche civile e dignitosa del territorio stesso. Ecco, questa vuole essere una battaglia di civiltà; una battaglia di un popolo che, preoccupato anche per una strada che rappresenta un pericolo costante per gli automobilisti costretti a percorrerla, non vuole sentirsi complice di eventuali tragedie. Una battaglia di civiltà e di progresso che mi auguro possa essere condivisa da tutti. In attesa di un eventuale riscontro da parte dei sindaci e degli amministratori dell’intero territorio, mi pregio porgere a tutti distinti saluti

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