Cilento paradiso per le tartarughe, dopo 30 anni tornano a nidificare dove sono nate

Mamma tartaruga ha regalato al Cilento più di 100 uova. E’ arrivata nella notte tra il 19 e il 20 giugno sulla spiaggia del Mingardo a Marina di Camerota nei pressi del camping Odissea. Un pescatore, Carmine di Napoli, in vacanza nel Cilento, ha notato il grosso animale mentre saliva dalla spiaggia. Ha impiegato mezz’ora per raggiungere il nido, mezz’ora per scavare e deporre le uova. Poi è tornata in mare. All’indomani la capitaneria di porto e gli esperti della stazione zoologica Anton Dohrn dell’acquario di Napoli, hanno recintato la zona. Questi ultimi sono tornati oggi per incontrare l’amministrazione e programmare un piano di tutela del nido. «C’è bisogno che Legambiente faccia un appello nazionale per reclutare volontari – ha affermato nel corso della riunione al Comune Ciro Troccoli, consigliere delegato all’Ambiente di Camerota -. La cabina di regia scientifica c’è, abbiamo bisogno di una cabina di regia operativa. Faremo il massimo per proteggere il nido e far nascere questi piccoli di tartaruga a Camerota». Il sindaco si è mobilitato subito e al telefono ha contattato il proprietario del campeggio che ha dato subito la sua disponibilità per i servizi igienici per i volontari e una piazzola. 

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Prossime mosse
Per il calpestio del nido non c’è alcun problema: è stata installata una rete a 30 centimetri dalla superficie della sabbia che protegge le uova anche da un probabile attacco di un altro animale. In questo caso i cani sono i più pericolosi, sentono l’odore e scavano. Anche se a Cala del Cefalo è difficile vederne uno. Il tempo della schiusa non può essere ancora quantificato. La temperatura è un fattore che infligge molto per questo sono state installate delle sonde nella sabbia per controllare i dati ogni 20 giorni. Dopo 35 giorni dalla deposizione delle uova si può cominciare a pianificare la data precisa della schiusa. Quando le uova si rompono, le tartarughine restano per tre giorni sotto la sabbia e si aiutano a vicenda per scavare un tunnel per risalire. Escono allo scoperto sempre di notte, di giorno, altrimenti, morirebbero. Dal trentacinquesimo giorno, in questo caso intorno al 15 luglio, ci sarà un presidio permanente 24 ore su 24, per monitorare il nido. Intorno al 15 agosto dovrebbe avvenire la nascita delle tartarughe. Sul nido non ci devono essere ombre che possono alterare la temperatura. I fenomeni naturali, come la pioggia ad esempio, non vanno evitati con tende o coperture artificiali. Il nido va solamente controllato e non deve essere intaccato o modificato. 

Turni e calendari
L’amministrazione, insieme agli esperti dell’acquario di Napoli, devono, nei prossimi giorni, riempire un calendario con i turni dei volontari e delle forze dell’ordine. A controllare il nido ci saranno semplici cittadini, i marinai della capitaneria di porto di Camerota e Palinuro, il Corpo Forestale dello Stato di San Giovanni a Piro e Vallo della Lucania e i caschi bianchi della polizia locale. Verrà creato un gruppo Whatsapp per interagire tra volontari e responsabili dell’acquario. «Chiunque volesse partecipare per sorvegliare il nido – lancia un appello l’amministrazione di Camerota – può contattare Ciro Troccoli, consigliere comunale delegato all’Ambiente, al 347.7144525 oppure può inviare una mail all’indirizzo camerotambiente@libero.it»

Curiosità e dati
La storia che affascina di più grandi e piccini, è il fatto che, molto probabilmente, questa tartaruga che ha deposto le uova sulla spiaggia di Marina di Camerota, trenta anni fa è nata proprio lungo questo tratto di litorale. Forse è ancora fuori a quel mare ed è probabile che aspetti la nascita dei piccoli. Il Mediterraneo ha un successo di schiusa pari all’80%, cinque punti percentuali in più rispetto alla Grecia, patria delle tartarughe. Per sensibilizzare i curiosi e i turisti, verranno installati dei finti nidi lungo la spiaggia, con dei pannelli dove verrà spiegato tutto il percorso della vita di una tartaruga: dalla schiusa delle uova (che saranno per l’occasione delle palline da golf) fino alla creazione di un nido da parte di mamma tartaruga. La prima tartaruga che nascerà, si chiamerà, probabilmente, Odissea.

Cilento terra di tartarughe
«Questa nidificazione è fondamentale per il Cilento perchè dimostra, qualora ce ne fosse ancora la necessità, che la qualità di questo territorio è eccellente ed eccezionale». Questo è quanto dichiara Fulvio Maffucci, dipendente della stazione zoologica Anton Dohrn dell’acquario di Napoli. «La tartaruga in questa occasione ha nidificato in un posto che è un paradiso – continua l’esperto – completamente naturalizzato e senza alcun costruzione che potesse impedirne appunto la nidificazione. In passato sono già avvenute nidificazioni lungo la costa Cilentana. In particolare ricordiamo Acciaroli, Palinuro, Ogliastro e Marina di Camerota stessa. Questo dimostra che c’è un aumento del numero delle nidificazioni annuali. Questo è ascrivibile sia alla sensibilizzazione dei cittadini che è cresciuta negli anni grazie anche al lavoro del settore ecologia della Regione Campania, della rete Infea, da Legambiente e Wwf; da un altro lato potrebbe essere la risposta della specie all’innalzamento della temperatura che apre nuove finestre di opportunità con la tartaruga che può sfruttare le caldi estati cilentane per venire a deporre le uova su queste splendide spiagge». 

«Questa deve essere un’opportunità per il Cilento. Deve essere trasformata – dice ancora Maffucci – in un volano per la promozione dell’area ed è il tentativo che si sta facendo grazie alla disponibilità enorme dell’amministrazione comunale di Camerota e delle associazioni di settore ambientale regionali. C’è bisogno di coinvolgere tutti gli attori che sono portatori di interesse per lo sfruttamento ecosostenibile dell’area a livello turistico e per la conservazione della biodiversità. Bisogna far diventare questa tartaruga una bandiera, un simbolo per il Cilento. Visto il periodo dell’anno e una nidificazione che avviene molto presto rispetto alle altre nel Mediterraneo, è possibile che questa stessa femmina torni a nidificare su questa spiaggia o su spiagge limitrofe, ma è altrettanto probabile che altre femmine, che normalmente foraggiano nelle nostre acque, decidono di deporre le loro uova su queste spiagge. E’ fondamentale – conclude – che i cittadini se dovessero mai assistere ad una nidificazione o notare delle strane tracce sulla spiaggia, chiamino i numeri di emergenza della capitaneria di porto o del corpo Forestale dello Stato». 

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©Foto Luigi Martino – www.martinoluigi9.wix.com