Camerota, sangue a Cala Bianca: napoletani spaccano la testa a colonnello della Finanza

Le risse e le aggressioni si susseguono senza sosta a Marina di Camerota. L’ultima, in ordine di tempo, è avvenuta ieri, sulla spiaggia di Cala Bianca, vincitrice nel 2013 del concorso indetto da Legambiente «La più bella sei tu». Il bilancio è di due feriti. I carabinieri hanno avviato le indagini. Secondo una primissima ricostruzione fornita dagli inquirenti e da testimoni che avrebbero assistito al fatto, il tender (un piccolo gommone) di due persone in vacanza a Marina di Camerota ma provenienti dall’hinterland napoletano, sarebbe rimasto incagliato a riva. La scena sarebbe stata notata da Vincenzo Mazzucco, un colonnello della guardia di Fiananza in servizio al comando generale delle fiamme gialle di Napoli. L’alto ufficiale era in spiaggia con la moglie quando avrebbe fatto notare al proprietario del tender di non poter sostare in quella zona dello specchio d’acqua antistante la caletta.

Dalle parole ai fatti
Dopo un’accesa discussione, uno dei due napoletani ha afferrato un remo e ha colpito alla testa il finanziere. Il malcapitato ha cominciato a perdere sangue. Nella lite è rimasta coinvolta, in modo lieve, anche la moglie. Il militare è stato trasportato in ambulanza all’ospedale di Sapri. La donna è stata medicata in guardia medica sul porto di Camerota. Sulla spiaggia sono arrivati per primi gli uomini della guardia costiera, agli ordini del comandante Amleto Tarani. I marinai hanno multato cinque diportisti per navigazione sotto costa e hanno lasciato le indagini della rissa ai carabinieri della compagnia di Sapri e della stazione di Marina di Camerota. Le forze dell’ordine del luogotenente Massimo Di Franco, coordinate a livello territoriale dal capitano Emanuele Tamorri, hanno interrogato due persone e stanno cercando di ricostruire la vicenda in modo dettagliato. I napoletani, presunti aggressori, sostengono di essere stati aggrediti dal colonnello. Versione opposta quella del finanziere che è finito al nosocomio dell’Immacolata con una ferita lacero contusa al capo. Sulle indagini vige massimo riserbo.

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