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Papa Francesco e il Cilento pregano per il Venezuela

di Luigi Martino

Il Cilento dimostra grande solidarietà verso il Venezuela. Dopo le elezioni nazionali è scoppiato il caos nel Paese sudamericano. Maduro è diventato l’erede di Chavez e l’opposizione, rappresentata dal candidato Capriles, non ci sta e chiede il riconteggio dei voti. Riconteggio che non è stato effettuato. Dopo la respinta della richiesta, i «cacerolazos» sono scesi in strada per manifestare. La manifestazione è sfociata anche in violenza: ci sono stati feriti e morti.

Gli emigranti cilentani fanno sapere che la situazione è critica: «Ci viene difficile uscire di casa – raccontano dal Venezuela – scendiamo in strada solo per lavorare e nemmeno più per fare la spesa. Tanti di noi hanno fatto la scorta e aspettano che la situazione migliori». Intanto dall’Italia i venezuelani immigrati e i cilentani un tempo emigrati e poi ritornati in patria, non fanno mancare il proprio sostegno. Domenica, nella cattedrale di Vallo della Lucania, si è tenuta una messa per il Venezuela. Non solo: anche papa Francesco dal balcone di piazza San Pietro ha pregato per la pace della nazione americana.

Non si ferma neppure l’attività del Comando Simon Bolivar, l’associazione nata a supporto del candidato sconfitto Capriles. «In nome della democrazia gravemente minacciata in Venezuela – scrive il Comando in un comunicato – facciamo un urgente appello alla solidarietà internazionale di fronte alla grave crisi politica che oggi attraversa il nostro paese. Come è stato messo in evidenza – si legge – il processo elettorale è stato inquinato da innumerevoli vizi di
corruzione amministrativa con l’utilizzo improprio di risorse dello Stato a favore del candidato Maduro».

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A Cura di

Luigi Martino

Fagocito storie miste a facce intrise di granelli di vissuto. Non ho sangue, dentro scorre mare. Assumo pillole di tradizioni e m’incanto di fronte a occhi nuovi. Porto sul groppone il peso perenne di confezionare sempre cose belle. Litigo spesso con i pulsanti della mia Nikon e sono alla continua ricerca di «enciclopedie che camminano». Mentre corro dal mare alle colline del Cilento, sotto al braccio destro ho un Mac; sotto all’altro, invece, un quintale d’umiltà. A caccia di traguardi che si rinnovano in modo perpetuo, colleziono tramonti, ingurgito libri e immagazzino abbracci senza essere sfiorato. Giornalista per professione, video-fotoreporter per ossessione, racconto storie per necessità. Giornalista per professione. Fotografo per passione. Racconto storie per necessità.
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