Papa Francesco e il Cilento pregano per il Venezuela

Il Cilento dimostra grande solidarietà verso il Venezuela. Dopo le elezioni nazionali è scoppiato il caos nel Paese sudamericano. Maduro è diventato l’erede di Chavez e l’opposizione, rappresentata dal candidato Capriles, non ci sta e chiede il riconteggio dei voti. Riconteggio che non è stato effettuato. Dopo la respinta della richiesta, i «cacerolazos» sono scesi in strada per manifestare. La manifestazione è sfociata anche in violenza: ci sono stati feriti e morti.

Gli emigranti cilentani fanno sapere che la situazione è critica: «Ci viene difficile uscire di casa – raccontano dal Venezuela – scendiamo in strada solo per lavorare e nemmeno più per fare la spesa. Tanti di noi hanno fatto la scorta e aspettano che la situazione migliori». Intanto dall’Italia i venezuelani immigrati e i cilentani un tempo emigrati e poi ritornati in patria, non fanno mancare il proprio sostegno. Domenica, nella cattedrale di Vallo della Lucania, si è tenuta una messa per il Venezuela. Non solo: anche papa Francesco dal balcone di piazza San Pietro ha pregato per la pace della nazione americana.

Non si ferma neppure l’attività del Comando Simon Bolivar, l’associazione nata a supporto del candidato sconfitto Capriles. «In nome della democrazia gravemente minacciata in Venezuela – scrive il Comando in un comunicato – facciamo un urgente appello alla solidarietà internazionale di fronte alla grave crisi politica che oggi attraversa il nostro paese. Come è stato messo in evidenza – si legge – il processo elettorale è stato inquinato da innumerevoli vizi di
corruzione amministrativa con l’utilizzo improprio di risorse dello Stato a favore del candidato Maduro».

CONTINUA A LEGGERE IL COMUNICATO

©Riproduzione riservata