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Strada Mingardina, tra insofferenza e imprudenza: c’è chi passa nonostante continui la chiusura

di Luigi Martino

La strada provinciale 562 è chiusa al traffico dal 15 gennaio. I lavori di messa in sicurezza del costone all’altezza della gola del Diavolo sono terminati il 21 febbraio. Durante i lavori dei massi sono rotolati in strada in un altro tratto della Mingardina, nei pressi del bivio per Licusati, dove sono già stati effettuati ed ultimati altri interventi di messa in sicurezza. Il Comune di Centola ha inviato la relazione dei tecnici alla Provincia. Ora si aspetta l’ordinanza di riapertura, ma intanto accade qualcosa di insolito.

Strada chiusa, ma aperta Secondo quanto raccolto dal giornale del Cilento, alcuni testimoni riferiscono che dalla tarda serata di lunedì fino alle 11 di martedì mattina, diversi veicoli avrebbero transitato nel tratto di strada chiuso. Le barriere sono state spostate e le automobili avrebbero attraversato la strada che va dal bivio del ‘Ciglioto’ a quello che conduce a San Severino di Centola. La situazione è tornata alla normalità solo grazie all’intervento dei tecnici che hanno riposizionato i massi spostati da ignoti per aprire il passaggio. Intanto nei bar e per le strade di Camerota e Palinuro si è sparsa velocemente la voce di una presunta apertura dell’arteria, come d’altronde anche sulla rete. La strada ora è chiusa, ma c’è sempre qualcuno che prova e raggiunge il bivio del ‘Ciglioto’ per poi tornare indietro esclamando: «Ma a me hanno detto che era aperta!».

Il metodo Alcuni tecnici, che preferiscono rimanere anonimi, raccontano al giornale del Cilento le tecniche che ignoti utilizzano per spostare i massi che fungono da barriere. «I massi possono essere spostati solo dai camion – rivelano – che sterzano poggiando la ruota vicino al masso e poi accelerano». Di forza il cubo di cemento viene posizionato a bordo strada in modo da permettere ai mezzi di transitare. «E’ da irresponsabili e se qualcuno li scoprisse, passerebbero guai seri», aggiunge il tecnico.

Dal Comune di Centola La strada è di competenza provinciale. La montagna è di proprietà del Comune di Celle di Bulgheria, mentre il tutto ricade nel territorio di Centola. Quest’ultimo si è impegnato fin da subito per riaprire la strada che è di fondamentale importanza per Palinuro e Camerota. «Lunedì mattina è arrivata in Comune la relazione dei rocciatori e del geologo – afferma il sindaco Carmelo Stanziola – l’ufficio tecnico ha inoltrato il tutto alla Provincia di Salerno e ora siamo in attesa dell’ordinanza di riapertura della strada».

Dal Comune di Celle di Bulgheria «La Mingardina non è ancora aperta – dice Cristoforo Cobucci sindaco di Celle – i lavori sono terminati, ora mancano alcuni passaggi della procedura per la normativa e la strada sarà riaperta in breve tempo dall’ingegnere di palazzo Sant’Agostino. Un altro poco di pazienza e l’incubo finisce».

I lavori e le reti metalliche non fissate L’intervento di messa in sicurezza è stato compiuto dai rocciatori che hanno operato l’ispezione ed il disgancio dei massi pericolanti al di sopra del costone roccioso, su un’area di circa 3 mila metri quadrati. Con l’aiuto dei picconi, gli esperti si sono arrampicati sulla montagna cercando di scongiurare futuri pericoli per chi transita in quella zona. Anche se, a preoccupare, è un altro tratto di Mingardina ora e cioè quello nei pressi del bivio del ‘Ciglioto’. I lavori in quel tratto sono stati portati a termine durante l’estate scorsa, ma qualche giorno fa un altro crollo ha fatto spostare di nuovo l’attenzione. La rete di protezione non risulta ancora completamente fissata alla parete rocciosa che sovrasta la strada e i massi, come si può vedere anche dalle foto pubblicate da questa testata, sono franati sulla strada ancora una volta.

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A Cura di

Luigi Martino

Fagocito storie miste a facce intrise di granelli di vissuto. Non ho sangue, dentro scorre mare. Assumo pillole di tradizioni e m’incanto di fronte a occhi nuovi. Porto sul groppone il peso perenne di confezionare sempre cose belle. Litigo spesso con i pulsanti della mia Nikon e sono alla continua ricerca di «enciclopedie che camminano». Mentre corro dal mare alle colline del Cilento, sotto al braccio destro ho un Mac; sotto all’altro, invece, un quintale d’umiltà. A caccia di traguardi che si rinnovano in modo perpetuo, colleziono tramonti, ingurgito libri e immagazzino abbracci senza essere sfiorato. Giornalista per professione, video-fotoreporter per ossessione, racconto storie per necessità. Giornalista per professione. Fotografo per passione. Racconto storie per necessità.
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