Ministro Lanzetta a ‘L’Espresso’: «Sindaco antimafia mestiere pericoloso, basta ricordare Vassallo»

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Ora è la titolare del dicastero per gli Affari Regionali, ma il ministro Maria Carmela Lanzetta di Catanzaro per sette anni ha ricoperto il ruolo di sindaco a Monasterace, comune calabrese ad alta intensità di boss. E’ abituata alla mafia. Agli uomini che ammazzano per il pizzo. Alle famiglie che perdono i propri cari trucidati sotto il portone di casa. E, soprattutto, alle battaglie, alle lotte. Lanzetta non ha mai fatto sconti alla criminalità organizzata e dai mafiosi ha subito minacce e attentati. Repubblica ha deciso di intervistarla prima del ‘Dialogo con L’Espresso’, l’appuntamento organizzato dall’Espresso a Catanzaro il 27 marzo per parlare delle donne che combattono la criminalità organizzata al quale prenderà parte anche il ministro. Ecco, però, cosa ha detto a proposito dell’ex sindaco-pescatore di Pollica Angelo Vassallo ai microfoni di Paolo Forcellini. «I sindaci, gli amministratori locali sono coloro che per primi si trovano a fronteggiare la criminalità organizzata. Per loro, e penso in particolare ai piccoli comuni, ogni decisione, ogni scelta – dagli appalti alla gestione della quotidianità – diventa complessa – dice Maria Carmela Lanzetta – in un luogo inquinato dalle mafie. A volte fare il sindaco, da “mestiere più bello del mondo” è diventato il più pericoloso». E poi ecco il ricordo a quella tragica notte di settembre di tre anni e mezzo fa: «Basta ricordare le centinaia di intimidazioni subite dai nostri amministratori, o l’omicidio del sindaco di Pollica Angelo Vassallo, ucciso in un attentato di stampo camorristico il 5 settembre del 2010».

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