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Morigerati si veste a festa. Il 26 ottobre si festeggia san Demetrio martire

di Marianna Vallone

San Demetrio di Tessalonica si colloca tra i martiri che potremmo definire militari d’Oriente ed è una delle figure più venerate a Salonicco, e in Oriente in generale, al punto che le chiese ortodosse gli hanno conferito l’appellativo di “Megalomartire”.

Secondo alcune leggende, Demetrio era un diacono e subì il martirio a Sirmio nell’ex Jugoslavia (oggi Mitroviza). Nominato proconsole della Grecia dall’imperatore Massimiano, fu condotto al martirio da quest’ultimo per essersi rifiutato di rinnegare la fede in Cristo.

Nell’iconografia san Demetrio viene rappresentato come un guerriero con l’armatura e la lancia ma in altre raffigurazioni appare invece vestito di bianco e con una fascia purpurea, forse a ricordarne il diaconato.

Il martire di Tessalonica è venerato a Morigerati, borgo cilentano meglio conosciuto per le Oasi WWF del Bussento e per il progetto “Paese Ambiente”, e celebrato il 26 ottobre ma, per la presenza dei molti emigranti, viene festeggiato anche il 26 agosto.

La tradizione di San Demetrio a Morigerati ha quasi sicuramente origini molto antiche: basti pensare al fatto che l’attuale abitato sorse intorno all’VIII secolo in seguito all’arrivo di molti monaci greci, i quali, sfuggiti alle persecuzioni iconoclastiche fomentate da Leone III Isaurico, si stabilirono in questi posti stretti intorno alla sacra icona del santo, oggi conservata nel santuario in via chiesa.

La chiesa risale, invece, al 1300 ed eretta sui resti di un tempio di epoca romana. E’ stata restaurata a più riprese ed oggi si erge maestosa sui tetti rossi del borgo di Morigerati, insieme al campanile basiliano dalla cupola a forma molto orientaleggiante.

Una leggenda popolare, tramandata di generazione in generazione, invece vuole che intorno al XV secolo sulla vicina spiaggia di Villammare sia stata ritrovata una cassa contenente la statua a mezzobusto del santo. Nel tentativo di trasportarla nella chiesa poco distante dalla spiaggia, gli abitanti del posto si accorsero che la cassa era diventata troppo pesante.

Anche alcuni pastori di Morigerati tentarono di sollevarla e si accorsero, invece, che la cassa “aveva il peso di una piuma”.

“Il santo aveva voluto scegliere il suo popolo e la sua sede, e divenne protettore di Morigerati. Una leggenda, certo, ma anche una prova di fede che si sposa bene alla storia antica e gloriosa di questo piccolo centro, che si può leggere chiaramente attraverso le testimonianze che gelosamente e orgogliosamente conserva”, si legge nel libro di Angelo Guzzo, “Il Golfo di Policastro”.

I festeggiamenti religiosi si terranno mercoledì mattina con la Santa Messa officiata da don Pompeo Mauro e seguiranno con la processione, con la statua del santo portata a spalla dagli uomini del paese, per le principali vie e stradine.

 

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(foto di Franco Nicodemo)

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A Cura di

Marianna Vallone

Giornalista per professione e comunicatrice per passione, sono alla continua ricerca di storie da raccontare e tramonti da immortalare. Nata sulla costa di Maratea ma morigeratese da sette generazioni. Vivo nel cuore verde del Cilento e sono felice. Faccio domande anche quando conosco le risposte, perché continuo a pensare che l’essere umano sia il viaggio più bello da fare.
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