Tortorella punta sull’architettura sostenibile partendo dalla casa comunale (FOTO)

La presentazione della mostra itinerante Bioarchitettura in tour, dedicata al prestigioso traguardo dell’omonima rivista, è stata l’occasione per fare il punto sull’architettura ecologica e ripercorrere i venti anni che hanno cambiato il concetto di architettura in Italia e sensibilizzato addetti ai lavori e gente comune. Un momento che ha visto la partecipazione di esperti, cittadini e amministratori, tra i quali i sindaci dei sei comuni del progetto Took Marche Cilento. 

«La mostra, – ha spiegato Nicola Tancredi, vice sindaco di Tortorella –  che si fermerà per circa un mese nel nostro comune, è stata lanciata dal professore pasquale Persico e preso corpo grazie all’architetto Franca Maria Bello che qualche anno fa, su incarico dell’amministrazione, ha condotto i lavori di recupero ed efficientamento energetico della Casa Comunale, seguendo gli innovativi criteri di bioarchitettura, che si inseriscono in un più ampio disegno fatto di azioni e interventi finalizzati alla tutela e valorizzazione delle nostre risorse naturali». Poi il riferimento al Took: «Una scommessa, la nostra, – ha aggiunto Tancredi –  di immettere tale patrimonio, fatto di persone e natura, in un pacchetto turistico vincente delle aree interne che coinvolga tutta la provincia di Salerno, insieme agli altri comuni gemellati nel progetto Took Marche Cilento, Camerota, Casaletto Spartano, Morigerati, Piaggine e Rofrano»

Per Pasquale Persico, economista e docente all’università di Fisciano «vedere i vent’anni di evoluzione del pensiero sulla bioarchitettura, è un’occasione straordinaria per vedere come in passato  si pensava a questa cosa e come oggi abbiamo  bisogno di nuovo impulso che arriverà dalle sperimentazioni. La vera responsabilità non è guadare la mostra ma la capacità dei piccoli laboratori di fare un pensiero grande che servirà agli altri. E’ questo il vero obiettivo».

Dopo i saluti degli amministratori dei comuni gemellati con Tortorella, la parola è passata a Franca Maria Bello, l’architetto che fra l’altro ha progettato gli interventi di efficientamento energetico della Casa Comunale, realizzata interamente in architettura sostenibile. Gli interventi hanno consentito di tagliare il 70 per cento dei consumi del Comune, la restante parte viene totalmente coperta da un piccolo impianto fotovoltaico innovativo in coppi fotovoltaici completamente mimetizzati nella copertura. Tutti i materiali utilizzati di origine naturale sono totalmente riciclabili e garantiscono il mantenimento di un elevato grado di comfort interno. Nell’intervento di domenica, durante l’inaugurazione della mostra nell’aula consiliare, l’architetto si è soffermato sul perché della scelta della mostra, e perché Tortorella sia un paese bioclimatico. 

«In passato l’attenzione al clima ha sempre ricoperto un ruolo fondamentale nel costruire. La storia dell’architettura ‘spontanea’ è ricca di esempi di adattamento al clima che diventano tanto più evidenti quanto più le condizioni climatiche si fanno estreme. È questa l’architettura bioclimatica, attenta al luogo e alle risorse naturali, al clima e all’ambiente circostante, al percorso del sole e alla direzione dei venti dominanti, agli apporti energetici e al microclima, all’orientamento e alla compattezza delle forme, ai materiali e alle tecniche costruttive locali, alla ventilazione passiva e all’illuminazione naturale. I ‘principi di controllo climatico’ – ha continuato l’architetto – hanno spontaneamente influenzato i caratteri dell’agglomerato di Tortorella tanto da modellarne l’aspetto formale  e questi segnali sono così evidenti da essere ancora ben leggibili nel tessuto edilizio, sia a scala urbana che a scala edilizia. In virtù di ciò Tortorella si presenta ancora quale virtuoso modello da cui ricavare informazioni, lezioni di tecniche costruttive antiche, modelli abitativi di benessere attraverso una ricerca, più che mai attuale, che riporta alla memoria abilità ormai dimenticate».

Approfondendo l’istanza di recupero consapevole dei centri storici dei comuni minori, cilentani in particolare, e integrando l’approccio bioclimatico alla riqualificazione energetica con la riqualificazione antisismica e la rivitalizzazione funzionale, il gruppo di lavoro Reframe, di cui l’architetto Bello è componente, sta promuovendo il tema della rigenerazione urbana dei centri storici come contributo al rilancio delle aree interne regionali, nel quadro della nuova programmazione dei fondi europei 2014-2020. L’approccio multidisciplinare, l’integrazione tematica, la correlazione tra nodi e reti ovvero tra la scala locale e la dimensione necessariamente sovralocale hanno condotto il gruppo Reframe a presentare una proposta di legge regionale sulla rigenerazione dei centri storici nei comuni minori, in particolare in sede di pianificazione urbanistica comunale (PdL n°478 dell’11.09.2013 presentata al consiglio regionale della Campania dagli onorevoli Pica, Abbate e D’Amelio), dove la riqualificazione bioclimatica assume ruolo strategico sia nella fase conoscitiva e interpretativa degli insediamenti storici sia nella fase progettuale ed operativa.

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