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Processo Chernobyl, rinviati a giudizio i 38 indagati

di Marianna Vallone

Rinviati a giudizio tutti i 38 indagati nell’inchiesta denominata Chernobyl, secondo la quale sarebbero oltre 180 mila le tonnellate di rifiuti tossici smaltiti da aziende private nei siti del Vallo di Diano, nella provincia di Salerno e al confine tra Avellino, Benevento e Foggia. In provincia di Salerno sarebbero state sversate anche le sabbie provenienti dal depuratore di Napoli-Cuma, riscontrando anche l’abbandono di materiali di vecchi impianti di depurazione mai smaltiti. A fine gennaio il pm Renato Martuscielli ha chiesto al gup il rinvio a giudizio per tutti i 38 imputati. Lunedì mattina è arrivata la decisione del giudice Dolores Zarone che ha accolto la richiesta di Martuscielli e rinviato a giudizio i 38 indagati (all’inizio erano 39 ma uno è morto nel 2010) per tutti i reati, fatta eccezione dei capi di imputazione di quelli minori, andati in prescrizione, tra i quali lo smaltimento illecito di rifiuti e il deturpamento delle bellezze naturali. Il reato più grave, disatro ambientale, è stato ritenuto sussistente per il rinvio. La prima udienza è stata fissata per il 9 aprile, alle 9:30, davanti alla terza sezione penale del tribunale di Salerno.

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A Cura di

Marianna Vallone

Giornalista per professione e comunicatrice per passione, sono alla continua ricerca di storie da raccontare e tramonti da immortalare. Nata sulla costa di Maratea ma morigeratese da sette generazioni. Vivo nel cuore verde del Cilento e sono felice. Faccio domande anche quando conosco le risposte, perché continuo a pensare che l’essere umano sia il viaggio più bello da fare.
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