Ambulatorio veterinario di Roccagloriosa: «Troppi cani avvelenati nel Cilento»

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E’ una strana abitudine diffusa in molti paesi del Cilento e non solo. Capita che quando un cane abbaia troppo o per i vicini diventa pericoloso, qualcuno provvede di nascosto a far zittire l’animale per sempre con tecniche semplici, efficaci ma totalmente illegali. L’emergenza dell’avvelenamento dei cani nel Cilento ed in particolare nel Golfo di Policastro arriva direttamente dall’ambulatorio veterinario di Roccagloriosa. Il più famoso nel Cilento e dove la maggior parte degli animali viene controllato e curato.

La tecnica preferita di chi sceglie di uccidere un cane per avvelenamento, è quella della polpetta. Una polpetta di carne macinata mischiata con il veleno per le lumache. Altri, invece, abbandonano l’idea dell’avvelenamento e scelgono di mischiare la carne con una lampadina sbriciolata. I vetri, infatti, una volta giunti nell’intestino dell’animale, lacerano gli organi vitali e lo fanno morire lentamente. «Purtroppo sempre più persone scelgono di utilizzare questi metodi per ‘sbarazzarsi’ dei cani che a detta loro danno fastidio – è la conferma che arriva da Giuseppe Balbi, veterinario a Roccagloriosa – quando i padroni dei cani arrivano in ambulatorio, molte volte dicono di aver visto il proprio amico a quattro zampe cibarsi di polpette o altro in mezzo alla strada».

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All’ambulatorio cilentano l’ultimo caso di morte per avvelenamento risale alla terza settimana di settembre, quando un meticcio è stato portato nello studio in stato ancora confusionale. Nonostante le cure il cagnolino è morto. Dopo accertamenti e verifiche i medici hanno accertato il decesso per avvelenamento da metaldeide, e cioè veleno per lumache.

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