Castellabate, donna colpita alla testa con un cric dal marito: confermato rito abbreviato

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E’ stato chiesto il rito abbreviato per Nicola Avagliano. L’uomo, il prossimo primo ottobre, dovrà presentarsi in tribunale per rispondere dell’accusa di tentato omicidio. Al palazzo di giustizia di Salerno sarà accompagnato al legale Antonio Mondelli.

Il fatto «Non volevo. Non volevo farlo». Sarebbero state queste le prime parole di Nicola Avagliano, 46 anni di Castellabate, dopo pochi minuti dall’aggressione della moglie avvenuta il 23 aprile scorso intorno alle 13. Avagliano è stato fermato dai carabinieri della compagnia di Agropoli, diretti dal capitano Annichiarico, nella propria abitazione. L’uomo si sarebbe pentito subito dopo aver colpito la moglie con un cric, A.N. 40 anni, nei pressi dell’hotel Magna Grecia. Ad allertare i soccorsi alcuni passanti che hanno visto il capo della donna sommerso dal sangue.

Le cure Le condizioni della donna all’inizio erano preoccupanti. A.N. è stata trasportata subito all’ospedale di Agropoli. I sanitari le hanno riscontrato profonde ferite facciali e fratture al cranio. Per medicare le ferite sono stati necessari oltre 50 punti di sutura e successivamente la donna è stata trasferita presso l’ospedale San Luca di Vallo della Lucania in attesa di ulteriori accertamenti. I medici del San Luca terranno la donna sotto osservazione per almeno trenta giorni. Ma di questi trenta giorni, la donna è rimasta in ospedale solo una settimana. Ha firmato sotto la propria responsabilità per lasciare il nosocomio vallese e far ritorno a casa dai tre figli, tutti minorenni, il più piccolo dei quali ha solo 8 anni, che lamentavano la mancanza della mamma.

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I sospetti Intorno alla storia ruotano diverse ipotesi tutte al vaglio degli inquirenti. La più accreditata per chi indaga sul caso è quella che conferma l’avvenuta aggressione causata da gelosia. Infatti Avagliano, sostengono gli inquirenti, avrebbe colpito a sangue la moglie perchè geloso di un eventuale amante. La donna, al quotidiano La Città di Salerno, sostiene il contrario: «Non c’è nessun amante».

La pena e la richiesta Il gip del tribunale di Vallo ha confermato il fermo e Avagliano è ancora in cella. A luglio l’aggressore ha chiesto ai giudici della seconda sezione penale del tribunale di Salerno di essere giudicato con rito abbreviato (rito che in caso di condanna consente lo sconto di un terzo della pena). I giudici hanno approvato la richiesta e il processo a suo carico prenderà il via a ottobre. I suoi difensori puntano tutto «sullo scatto d’ira improvviso tentando di smantellare l’accusa di premeditazione».

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