Camerota, Gabrielli: «Vesuvio più pericoloso di Marsili e Palinuro» (FOTO)

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Il capo del dipartimento della protezione civile italiana, Franco Gabrielli, è atterrato in elicottero sabato mattina sul porto di Marina di Camerota. Il prefetto è stato accolto dal sindaco Antonio Romano, dal consigliere Ciro Troccoli, dal comandante della guardia costiera Amleto Tarani, dal maresciallo dei carabinieri Massimo Di Franco e dalle decine di volontari intenti a svolgere le esercitazioni che rientrano nell’operazione anti tsunami ‘Twist’. Gabrielli ha visitato il C.o.c. ubicato nelle scuole medie del paese e il molo dove erano in corso le operazioni di salvataggio di due cadaveri (manichini) imprigionati all’interno di un’autmobile sommersa. Il capo del dipartimento nazionale ha assistito alle operazioni e infine si è fermato a parlare con i giornalisti.

«Il volontariato organizzato non è qualcosa di improvvisato come spesso si pensa – ha subito spiegato – il volontariato è formato e riesce nelle situazioni di crisi ad essere di supporto all’intero sistema, non abbiamo più l’esercito di popolo che nel ’80 rappresentò la spina dorsale dell’assistenza. Oggi l’assistenza alle popolazioni la dedichiamo in questo modo e tanto più i territori dedicheranno attenzione e risorse al volontariato e tanto più i territori saranno pronti». Il riferimento è chiaro e il plauso è rivolto ai tanti volontari che in questi giorni hanno permesso il regolare svolgimento delle operazioni di soccorso. Sul Cilento il prefetto ha precisato: «E’ la prima volta come capo dipartimento qui, ma non è la prima da cittadino. Questa è una parte splendida del Paese e noi tutti dobbiamo essere pronti a salvaguardarla come per altro stanno facendo nel comune di Camerota».

Gabrielli spiega alla stampa come «intervenire mettendo al vertice delle priorità la messa in sicurezza del territorio». Poi continua: «Adesso vorrò vedere all’esito di questo miliardo liberato dal Governo, se i sindaci e i Comuni parleranno un unico linguaggio e cioè quello di destinare i soldi alla messa in sicurezza del territorio. Purtroppo però avverto già una spinta al ‘rompete le righe’ e allora non si può tutte le volte predicare, rivendicare, le deroghe al patto per mettere in sicurezza il territorio e poi quando c’è la possibilità per farlo, molti chiedono che le risorse vengano destinate anche ad altro».

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Il prefetto conclude con una dichiarazione rassicurante per i cittadini cilentani, ma non per quelli partenopei. «Noi abbiamo un sistema di monitoraggio dei vulcani sottomarini abbastanza importante. Forse dimentichiamo che questa è una regione dove c’è il più antico osservatorio vulcanico del mondo, che è l’osservatorio Vesuviano. Ovviamente le vicende dei vulcani sottomarini sono vicende estremamente complicate – aggiunge – e vi posso dire sempre in ordine di priorità che mi preoccupano più il Vesuvio e i Campi Flegrei del Marsili o del Palinuro e questi vi posso dire che sono molto osservati e monitorati. Il problema è quello che avviene intorno, se nel tempo ai Campi Flegrei, che è un vulcano a tutti gli effetti, abbiamo assistito ad un progressivo inurbamento e le falde del Vesuvio da collinetta spoglia sono diventati luoghi iperinurbati, questo è un’altra questione che ripeto ci dovrebbe preoccupare più del Marsili e del Palinuro».

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