Emergenza Cilento, Gabrielli ai sindaci: «Smettetela di immaginare che tutto dipende da altri. Trovate rimedi»

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Doveva essere un sopralluogo del capo nazionale della protezione civile per le simulazioni anti tsunami e le esercitazioni delle operazioni di protezione civile, l’appuntamento di Gabrielli nel Cilento. Man mano che passano le ore però, si caratterizza sempre più come l’occasione per lanciare un allarme sulle emergenze del Cilento da parte degli amministratori. Più volte infatti Gabrielli è stato incalzato durante questa visita sui problemi di dissesto idrogeologico, delle frane, dell’isolamento dei centri cilentani, del rischio esondazione dei fiumi, dell’erosione costiera, della mancanza di manutenzione sulle strade, e più volte il capo della protezione civile ha risposto con severità agli amministratori locali, richiamandoli alle loro responsabilità: «Promesse non ne faccio – ha detto rispondendo a una domanda del giornaledelcilento – perchè la prevenzione strutturale non appartiene alla protezione civile. Se i bus per la scuola si fermano – ha aggiunto rispondendo alla domanda sull’emergenza frane del Mingardo che, tra le altre cose, ha determinato il blocco degli autobus che portano gli studenti a scuola – a causa delle frane, è compito delle amministrazioni locali trovare rimedi».

Poi il sindaco di Centola ha consegnato una lettera a Gabrielli, leggendogliela, riguardante il problema dei due fiumi Lambro e Mingardo, sottolineando il rischio esondazioni a causa della mancata pulizia dell’alveo, richiedendo azioni per la messa in sicurezza. Ma Gabrielli ha ancora una volta richiamato i sindaci al loro dovere: «La messa in sicurezza del territorio non compete alla protezione civile. Io ho una specie di desiderio. Che nel nostro stemma della Repubblica venisse aggiunto, oltre alla dicitura Repubblica Italiana, anche ‘ad ognuno il suo’. In questo paese la dobbiamo smettere di immaginare che tutto dipende da altri. Dipende innanzitutto da ognuno di noi. Ognuno di noi ha responsabilità sul territorio e poi ci sono le istituzioni che devono intervenire».  

Già in precedenza, a Camerota, il capo della protezione civile, incalzato dal giornaledelcilento sulle emergenze del Cilento riguardanti il dissesto idrogeologico, le frane, l’isolamento dei centri cilentani ha risposto: «Lo stato italiano è in attesa di un finanziamento europeo di un miliardo per l’emergenza nazionale dovuta al dissesto idrogeologico. Ad oggi non possiamo dire quanta parte di questi finanziamenti sarà dirottata sui comuni per fare fronte alle emergenze». L’assessore Pierro ha aggiunto: «Fin quando i comuni li faranno esistere».

In questi giorni sono state numerose le richieste di cogliere l’occasione della visita di Gabrielli per accompagnarlo sui luoghi caldi del territorio, stretti dalla morsa delle emergenze. Come ha fatto la Pro loco di Pisciotta che, tramite Facebook, ha chiesto di portare Gabrielli sulla frana di Rizzico, sulla ex ss447, tra Pisciotta e Ascea.

Insomma nell’arco della giornata si ripete una sorta di allegoria dello stato delle cose. Una foto dinamica che, pur cambiando nei soggetti e nei paesaggi, offre a chi guarda una medesima immagine.  Da un lato le amministrazioni ingessate che invocano aiuto, esortando l’attenzione delle istituzioni, dall’altro il massimo rappresentante delle azioni di emergenza nazionali che richiama i sindaci e gli amministratori a una presa di responsabilità. Come se all’implorazione fosse corrisposta, non una pacca sulle spalle e un incoraggiamento, ma una spinta fisica a fare e a non brontolare. Una allegoria che si riflette anche nella forma, con il capo nazionale della protezione civile in abiti civili e sportivi, una polo e dei pantaloni semplici e, gli amministratori locali, in doppio petto. Una lezione di stile? Insomma sembrano capovolti i ruoli e l’immagine che ne viene fuori sembra essere quella di un invito alla proposizione di formule nuove di azione e di partecipazione, di elasticità e operosità in ambito locale – che Gabrielli non pare aver trovato – mentre continua a regnare la rigidità del protocollo e l’assenza di dinamismo nell’azione. Restituendo l’immagine plastica di un’occasione, colta dai politici di casa nostra, per fare passerella.

Segui la diretta dell’esercitazione anti tsunami:

Sono partite le esercitazioni anti tsunami nel Cilento. E’ arrivato alle 8.30 a Marina di Camerota il capo della protezione civile Gabrielli per monitorare e coordinare le varie attività di simulazione in programma oggi per l’intera giornata in gran parte del territorio cilentano.

Alle ore 8.30 il capo della protezione civile è giunto a Camerota e ha incontrato il sindaco Antonio Romano e l’assessore provinciale Pierro per la prima visita al Coc, il centro organizzativo di coordinamento, insomma la cabina di regia di tutte le operazioni di salvataggio in programma.  Il primo incontro è valso a chiarire le pratiche di funzionamento del coc è come si è proceduto per l’allestimento e l’organizzazione. 

Alle 9 Gabrielli insieme ai suoi uomini e ai rappresentanti politici e istituzionali locali è sul molo del porto di Marina di Camerota per la prima simulazione. Gli uomini della Fias (i sub) devono trovare un’auto finita sott’acqua a causa dell’onda, con due persone rimaste dentro. Gli operatori subacquei devono recuperare i due, mentre dopo devono fare riemergere l’auto con l’aiuto di due palloni gonfiati.

Alle 9.12 i sub hanno individuato il relitto e comunicano la presenza delle due persone all’interno. Intanto è stato avvisato il magistrato che ha autorizzato il recupero delle due vittime. Intanto Gabrielli assiste al recupero dei due corpi grazie ad alcune telecamere subacquee della Fias. Insieme a Gabrielli ci sono i capi delle capitanerie di porto di Palinuro e Marina di Camerota Coco e Tarani e il comandante della caserma dei carabinieri di Camerota Di Franco, insieme ai responsabili del corpo forestale, al sindaco di CAmerota e all’assessore provinciale Pierro. 

Alle 9.30 si è proceduto al recupero dell’auto con l’aiuto dei palloni gonfiati. Intanto sono state segnalate complicazioni per il recupero del corpo di una vittima. Intanto il prefetto di Salerno deve ragiungere Palinuro dove ci sono già esercitazioni in atto. 

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Alle 9.50 Gabrielli a bordo della motovedetta di Camerota lascia il porto di Marina di Camerota dirigendosi insieme ai militari verso Palinuro.

Alle 10.20 Gabrielli giunge al porto di Palinuro dove sono in corso altre esercitazioni.

Alle 10.30 la delegazione visita la camera iperbarica mobile, Gabrielli: «Ah questa è la mia perchè ci ho messo i soldi».

Alle 10.35 visita al secondo scenario delle esercitazioni in corso presso il porto di Palinuro, Gabrielli: «Che acqua limpida, non ho mai visto un porto con un’acqua così».

Alle 10.37 i sub del soccorso alpino peleologico stanno recuperando due cadaveri.

Alle 10.40 si sono concluse ufficialmente le esercitazioni anti tsunami.

Alle 10.44 il capo della protezione civile nazionale si dirige verso la sede del C.o.c. di Centola a bordo del pulmino del dipartimento. Insieme a lui due accompagnatrici, i vigili urbani con l’auto di servizio, i carabinieri della stazione di Centola, il sindaco Carmelo Stanziola, il vicesindaco e il comandante della capitaneria di Palinuro Saverio Coco.

Alle 11.02 Gabrielli arriva al C.o.c. di Centola, quindi nella sede del Comune.

Alle 11.08 Carmelo Stanziola, sindaco, consegna al prefetto una lettera con all’interno i dettagli che riguardano la situazione attuale degli alvei dei fiumi Lambro e Mingardo. Gabrielli risponde al primo cittadino: «Ho una specie di desiderio che nello stemma della nostra Repubblica vorrei ci fosse scritto in latino ‘Ad ognuno il suo’, con questo voglio dire che come in questo caso la competenza non è della protezione civile di sistemare i letti dei fiumi. Ogni istituzion, ogni ente e ogni cittadino deve prendersi le proprie responsabilità».

Sono le 11.28 e il prefetto Gabrielli lascia il Comune di Centola per dirigersi verso il C.o.c. di Futani. Poi arriverà per ora di pranzo a Salerno.

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