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Piaggine: Calore in secca, la protesta continua…

di Giuseppe Conte

Incessante avanza la protesta volta alla tutela e alla salvaguardia del territorio: è il caso ormai arcinoto del “Calore in secca”, il fiume che solca il Cilento interno, oltrepassando una parte di questa terra carica di storia e soprattutto di bellezze paesaggistiche, prima di congiungersi al Sele.
Bellezze paesaggistiche, a dir il vero, ormai lacerate da una situazione che si protrae da tempo: è la mancanza di acqua nel fiume, dovuta alla captazione selvaggia che viene effettuata alla sorgente, non garantendo più un equilibrio vitale al fiume e all’intero territorio.

Pasquale Di Perna, promotore dell’iniziativa, che sta sostenendo anche con l’ausilio dei profili facebook “Gole Nord Calore Piaggine” e la nuova associazione “Wivalcalore onlus”, non si arrende ed ottiene i primi risultati. È riuscito egregiamente a sollevare il problema, portandolo alla ribalta, ormai non solo locale. Molti canali di informazione,  tra cui diverse testate giornalistiche e le telecamere RAI, hanno contribuito ad esporre la situazione.
Dopo che il suo appello è stato ben accolto dalle genti locali, mostrando la loro sensibilità al problema, e dopo le prime risposte ottenute, ora Pasquale Di Perna ha deciso di chiedere “la quantificazione danni ambientali ed economici” per il mancato rilascio del deflusso minimo vitale nel Fiume Calore Lucano. A questo punto, Di Perna, ha deciso di inviare una lettera all’ente Parco:
 “ho deciso di inviare questa lettera per richiamare il Parco ed il consiglio direttivo alle loro responsabilità sulla mancata azione di salvaguardia non messa in atto ad approvazione del Piano del Parco. Il Parco e solo il parco attraverso i suoi organi è tenuto alla valutazione del danno ambientale.” E ancora, continua Di Perna: “L’azione di “Gole Nord Calore Piaggine” ha superato le 700 adesioni alla petizione e raggiunto i 4.000 gradimenti dell’iniziativa su facebook.”
Riportiamo per intero la lettera:
  


 
     Libera associazione Onlus  in
      via del Monte n° 56
      84065 PIAGGINE (SA)
       Tel. 329.5615673

                                                                                                                                                                                                     Ill.mo Sig. Presidente e Consiglio Direttivo
     Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e degli Alburni                                       Vallo della Lucania (SA)



Oggetto : richiesta di quantificazione danni ambientali ed economici per il mancato rilascio del deflusso minimo vitale nel Fiume Calore Lucano;

   Gentile Presidente del Parco Nazionale del Cilento,
con la presente il sottoscritto Ing. Di Perna Pasquale, nella sua qualità di Presidente dell’associazione “ Wivalcalore onlus” con sede in Piaggine alla via Del Monte n° 56, intende sottoporLe alcune richieste che i nostri aderenti e la Valle del Calore tutta, ritiene ormai improrogabili. Ci rivolgiamo a Lei perché come da Statuto nella sua qualità di Presidente del Consiglio Direttivo “interviene, qualora lo ritenga opportuno e necessario, nei giudizi riguardanti fatti dolosi o colposi che possono compromettere l’integrità del patrimonio naturale del Parco ed ha la facoltà di ricorrere in sede giurisdizionale amministrativa per l’annullamento di atti illegittimi lesivi delle finalità istitutive del Parco”.
Come Lei già sa, Wivalcalore onlus sta conducendo una campagna di sensibilizzazione sul fenomeno del mancato rilascio del Deflusso Minimo Vitale nel Fiume Calore Lucano a tutela dell’ecosistema acquatico, della naturalità del fiume, del rispetto della qualità e per la tutela della fruizione. Ci stiamo sostituendo, nostro malgrado, all’azione rivendicativa dell’Amministrazione Comunale la cui insensibilità al problema è ormai ben nota a tutti noi. Non vorremmo pero’ sostituirci anche all’azione di salvaguardia e tutela dell’Ente Parco a cio’ istituito e preposto.
 Nonostante le piogge dei giorni scorsi, l’alveo del Calore per un tratto lungo circa 20 km è in secca totale. Questo, a nostro avviso, evidenzia in modo netto e chiaro che la causa è ascrivibile unicamente alla captazione totale della Sua sorgente disattendendo totalmente l’art. 12 bis del R.D. del 1933 n° 1775 cosi come modificato dal D.Lgs n° 152/2006 dove si prescrive l’obbligo del Deflusso Minimo Vitale ad ogni opera che avesse ad oggetto la derivazione da corsi d’acqua.
Da cio’ ne discende che l’alta Valle del Calore e precisamente le Comunità di Piaggine, Valle dell’Angelo e in parte Laurino, continuano a subire enormi danni all’ecosistema ambientale oltre che alla già stremata comunità produttiva locale rappresentata dagli allevatori, agricoltori ed operatori turistici. Capirà perfettamente che in un’area Parco come la nostra, dove il richiamo principale sono le bellezze naturalistiche e paesaggistiche, con un fiume in secca totale certamente non si realizza un’attrattiva ma al contrario si determina un pessimo biglietto da visita con conseguente non ritorno in loco e passaparola negativo per tutta l’Alta Valle del Calore. Se a questo aggiungiamo che il Parco del Cilento si vanta di aver studiato e ritrovato la Lontra proprio nel nostro Calore, facendone motivo di attrazione turistica, il danno si completa perchè l’Ente Parco perde di credibilità Istituzionale e danneggia l’immagine di tutto il Cilento. Noi crediamo infatti,  che i numerosi visitatori delle Gole Nord del Calore, una volta assistito al desolante paesaggio desertico della secca, difficilmente  sarebbero disposti a credere che la Lontra possa vivere in un habitat senza acqua, in poche parole un “ DESERTO “, perchè tale è per ben cinque mesi all’anno.

Tutto cio’ premesso e dopo queste brevi e scontate considerazioni, Le
    C H I E D I A M O
che l’Ente Parco, per il tramite del Presidio Ambientale Permanente e dell’Osservatorio della Biodiversità o altro Organo a cio’ deputato, quantifichi il danno ambientale subìto , cosi come prevede il Piano del Parco all’art.9 del Titolo III , “Difesa del suolo e gestione delle acque”:
“ 7. Fino alle determinazioni dei deflussi minimi vitali, da definirsi di concerto con altri Enti
competenti in materia, l’Ente Parco assume i seguenti criteri di valutazione:
a) per i corsi d’acqua ammettere derivazioni solo ove sia garantita una continuità naturale di
deflusso in superficie e subalvea e sia dimostrato che il flusso residuo permanente a valle
dell’intervento consenta la sopravvivenza delle naturali popolazioni biologiche, sulla base
di analisi in situ a cura del Presidio Ambientale Permanente e dell’Osservatorio della
Biodiversità, con riserva di sospensione;
b) per le sorgenti ammettere derivazioni solo ove sia consentita la sopravvivenza delle naturali
popolazioni biologiche, eventualmente valutata da analisi ad hoc a cura del Presidio
Ambientale Permanente e dell’Osservatorio della Biodiversità, con riserva di sospensione.
Le captazioni prive di regolare titolo, per le quali non è stata presentata domanda, sono
immediatamente interrotte a spese dell’utente responsabile, fatto salvo il ricorso per danno
ambientale da parte dell’Ente Parco. Le concessioni esistenti sono soggette a revisione con
la stipula di un protocollo di gestione della risorsa idrica locale”.
Con riserva di ulteriori azioni tese a far valere le ragioni della collettività a fondamento di quanto esposto nella presente, cogliamo l’occasione per ritenerci a Sua disposizione per ogni ulteriore chiarimento.
Piaggine li 24.11.2011                                                                                                                    Wivalcalore Onlus
                                                                                                                                                     Il Presidente
                                                                                                                                            Dott. Ing. Di Perna Pasquale

 

 

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