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Marina di Camerota, sviluppi sulla questione del pino “fastidioso”. Si cerca un extracomunitario

di Luigi Martino

Come già sottolineato giorni fa da questa testata, un grave episodio si stava per consumare a Marina di Camerota, in località Poggio, senza che nessuno intervenisse per risolvere lo scempio causato da un uomo di origine napoletana, che ultimamente vedeva “minacciata” la visuale della propria abitazione da un grosso pino marittimo.

I vandali, infatti, avevo colpito con un ascia il tronco del maestoso pino e con una tanica di benzina bagnato il terreno per avvelenarlo. Un signore sulla sessantina era stato intervistato giorni fa dal giornaledelcilento e in precedenza aveva posto dei cartelli sul tronco dell’albero per attirare l’attenzione dei cittadini e delle forze dell’ordine. I cartelli dicevano: “Assassini bastardi” e “Gasolio” (con una freccia, appunto per indicare la presenza di benzina sul terreno).

I carabinieri e i vigili urbani su segnalazione del sindaco di Camerota, Domenico Bortone, si sono messi subito alla ricerca dei delinquenti capaci di compiere gesti simili. “Hanno le ore contate”, fanno sapere. Alla fine del viale Pietro Troccoli, sulla piazzetta dove erge maestoso il pino, hanno effettuato un controllo anche il consigliere delegato all’ambiente, Domingo Saturno, e il presidente del consiglio comunale, Nicodemo Saggiomo. Il primo, il consigliere Saturno, spiega:”Non si tratta di un normale atto vandalico, qui c’è una vera e propria regia. Se quel pino da’ fastidio a qualcuno, vuol dire che ne pianteremo altri tre”.

E i carabinieri della stazione di Marina di Camerota, diretti dal maresciallo Massimiliano Papa, hanno già un sospetto: nel pomeriggio di sabato hanno fatto visita ad un extracomunitario, clandestino, che lavora nelle vicinanze del luogo e che potrebbe essere l’esecutore materiale del gesto, compiuto probabilmente a pagamento su indicazione di qualcuno.

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A Cura di

Luigi Martino

Fagocito storie miste a facce intrise di granelli di vissuto. Non ho sangue, dentro scorre mare. Assumo pillole di tradizioni e m’incanto di fronte a occhi nuovi. Porto sul groppone il peso perenne di confezionare sempre cose belle. Litigo spesso con i pulsanti della mia Nikon e sono alla continua ricerca di «enciclopedie che camminano». Mentre corro dal mare alle colline del Cilento, sotto al braccio destro ho un Mac; sotto all’altro, invece, un quintale d’umiltà. A caccia di traguardi che si rinnovano in modo perpetuo, colleziono tramonti, ingurgito libri e immagazzino abbracci senza essere sfiorato. Giornalista per professione, video-fotoreporter per ossessione, racconto storie per necessità. Giornalista per professione. Fotografo per passione. Racconto storie per necessità.
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