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Sos Venezuela, domenica i venezuelani del sud Italia manifestano a Napoli

di Luigi Martino

Il Venezuela continua a far parlare di se. Le notizie che arrivano dal continente sudamericano sono spiacevoli. I cittadini continuano a manifestare pacificamente chiedendo pace e un governo meno repressivo. Dal palazzo del potere la risposta, invece, è violenta e sanguinosa. I venezuelani emigrati all’estero sono impotenti, ma cercano comunque di manifestare la propria vicinanza alla terra dove sono nati. Nel Cilento, più precisamente a Marina di Camerota, qualche giorno fa si è tenuta la manifestazione #SosVenezuela. Dai più piccoli ai più grandi hanno tinto la piazza ‘Simon Bolivar’ con i colori nazionali e cantato l’inno del Venezuela. Domenica 2 marzo, invece, i venezuelani che abitano nel sud Italia si sono dati appuntamento a Napoli. «Il nostro intento è l’effetto eco», dichiarano in una nota stampa che copiamo integralmente di seguito.

Le strade del Venezuela si sono tinte di rosso. Dal 12 febbraio scorso ad oggi, ogni manifestazione pacifica è stata brutalmente repressa. I militanti del partito socialdemocratico di “Voluntad Popular” (uno dei partiti della MUD-Mesa de Unidad Democràtica) criminalizzati: ricordiamo, tra i tanti, Leopoldo Lopez(leader del partito) che è stato accusato di istigazione alla violenza nelle strade, associazione a delinquere, intimidazione pubblica, lesioni gravi, omicidio e terrorismo e per il quale è stato emanato un ordine di cattura in diretta tv dal presidente del Parlamento, Diosdado Cabello, durante il live del suo programma “con el mazo dando”. Al giorno dopo, però, Lopez si è consegnato agli agenti della guardia nazionale bolivariana durante una manifestazione a Caracas facendo un appello alla pace. L’informazione è stata oscurata: con la chiusura delle tv internazionali come NTN24. A sua volta, i canali televisivi nazionali sono stati censurati. Gli unici veicoli informativi sono i social network (twitter-facebook). Ogni diritto costituzionale del popolo venezuelano è stato violato: intimidazioni, studenti arrestati sono stati torturati e seviziati, assassinati. I “Venezolanos de Mediodìa” (venezuelani del Mezzogiorno), 431 venezuelani residenti nelle diverse regioni del Sud Italia, tutti riuniti su un’unica pagina facebook, si sono dati appuntamento questa domenica 2 marzo 2014 alle ore 11 presso Piazza Plebiscito, Napoli. Il nostro intento: effetto eco. Noi siamo la voce del Venezuela che, strangolata dalla criminalità e dalla povertà, urla “sottovoce”: «Niente più morti, no alla criminalità, no alla corruzione, no alla carestia, no alla censura e si alla libertà»

Confidiamo nella vostra solidarietà e nel vostro buon senso. Uno stato democratico, se così fosse, ascolta la voce del Suo popolo, che in Venezuela è-secondo Costituzione- sovrano. Non lo zittisce con brutalità e vigliaccheria. 

Firmato ‘Venezolanos de Mediodìa’

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Twitter @martinoluigi92

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A Cura di

Luigi Martino

Fagocito storie miste a facce intrise di granelli di vissuto. Non ho sangue, dentro scorre mare. Assumo pillole di tradizioni e m’incanto di fronte a occhi nuovi. Porto sul groppone il peso perenne di confezionare sempre cose belle. Litigo spesso con i pulsanti della mia Nikon e sono alla continua ricerca di «enciclopedie che camminano». Mentre corro dal mare alle colline del Cilento, sotto al braccio destro ho un Mac; sotto all’altro, invece, un quintale d’umiltà. A caccia di traguardi che si rinnovano in modo perpetuo, colleziono tramonti, ingurgito libri e immagazzino abbracci senza essere sfiorato. Giornalista per professione, video-fotoreporter per ossessione, racconto storie per necessità. Giornalista per professione. Fotografo per passione. Racconto storie per necessità.
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