Caso giunta Camerota, società portuale in bilico a causa di «pressioni per assunzioni»

Ci sarebbero delle forti «pressioni» dietro al gesto di consegna del mandato del consigliere di maggioranza Alfonso Esposito che nella giornata di venerdì ha rassegnato le deleghe del Porto e del Demanio in mano al sindaco. Il gesto del presidente del consiglio comunale potrebbe nel giro di poche ore determinare il collasso dell’intero consiglio di amministrazione della società portuale di Marina di Camerota. Ma che cosa c’è dietro a quello che appare come un giallo dagli esiti imprevedibili anche per la giunta a guida Romano?

Fonti vicinissime agli attori di questa vicenda raccontano di «forti pressioni esercitate nei confronti del presidente della società portuale per l’assunzione di una persona molto vicina al consigliere di maggioranza Marco Garofalo». «Pressioni» che avrebbero ricevuto risposte negative da parte del presidente della società portuale Palmira Principe la quale avrebbe evidenziato l’impossibilità a procedere in tale direzione non foss’altro per questioni di bilancio. Tradotto: una nuova assunzione avrebbe determinato spese a carico della società che in questa fase non sarebbe stato possibile sostenere in vista degli equilibri economici. Da qui la furia di uno dei massimi esponenti della maggioranza che avrebbe chiesto la testa della presidente direttamente al sindaco. I fatti sono balzati sulla scrivania del presidente del consiglio comunale Alfonso Esposito che in breve tempo ha voluto mettere una parola definitiva alla vicenda che si sarebbe potuta trasformare in uno «scandalo inaccettabile». E tra poche ore fissato l’incontro della società portuale per la definizione del bilancio. Tale incontro, in prima convocazione, prevede la maggioranza piena dei soci per l’approvazione. Mentre in seconda battuta il bilancio potrebbe essere approvato anche in assenza della maggioranza assoluta dei soci.

Già si annunciano le dimissioni del presidente, del vicepresidente e di un componente di peso del consiglio di amministrazione. E’ il collasso della principale società a gestione pubblica del comune di Camerota che opera nel settore dei servizi portuali in un territorio a quasi totale vocazione turistica. E questo alla vigilia dell’estate. Un caos che è sicuramente diretta conseguenza di quanto avvenuto all’interno del palazzo comunale. In queste ore continuano i tentativi, da una parte per ricucire la ferita che, man mano che passano le ore appare sempre più insanabile all’interno della maggioranza, dall’altro invece i tentativi di avvicinamento da parte della minoranza all’appena uscente consigliere di maggioranza Alfonso Esposito, il quale ha già dichiarato al giornale del Cilento di non considerare in questa fase altri lidi in cui spiaggiare se non in un percorso autonomo all’interno del consiglio comunale. Confermato invece la fuoriuscita del medico di Camerota dal gruppo politico ‘Fratelli d’Italia’, ovvero lo stesso gruppo che identifica la maggioranza del consiglio comunale di Camerota compreso il sindaco. Questa è la cifra di quello che molti definiscono un fulmine a ciel sereno mentre altri interpretano come giochi di vecchia politica, ciechi rispetto ai cambiamenti di un paese e dei cittadini che chiedono trasparenza, efficienza e merito.

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