«Mia madre disabile trattata male dai vigili a Camerota: non ci torniamo più»

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Giunge in redazione la lettera di un cittadino napoletano che, a detta sua, da quindici anni sceglie Marina di Camerota come meta per trascorrere le proprie vacanze. Ma quest’anno non tutto sarebbe andato per il verso giusto. La mamma di chi scrive ha 80 anni ed è disabile. Il turista l’ha portata con se in vacanza e per questo motivo sottolinea la «scortesia dei vigili urbani» e «la difficoltà dei disabili a raggiungere locali e piazze del paese». La persona è nota alla redazione e la lettera è stata inviata anche al sindaco di Camerota, al presidente del Parco nazionale del Cilento, al presidente della Pro Loco, al comandante della polizia municipale, al presidente della Provincia di Salerno, all’assessore al Turismo della Provincia e al tribunale dei diritti del Malato della Campania. Il giornale del Cilento la pubblica di seguito in maniera integrale:

Spettabili Autorità,
sono un frequentatore di molti fine settimana e del periodo estivo della bella Marina di Camerota e, in conclusione della mia quindicesima estate trascorsa in loco, sento la necessità di segnalare a codeste Autorità il senso di disagio mio e della mia famiglia procurato dagli incresciosi episodi verificatisi nella cittadina. Quest’anno, la mia anziana madre ottantenne e non deambulante perché diversamente abile, rimasta vedova, ha espresso il desiderio di trascorrere un fine settimana con me per ammirare le bellezze della tanto decantata Marina di Camerota.

In questo week end ho voluto esaudire il suo desiderio e l’ho portata a Marina, siamo arrivati venerdi 6, in occasione dell’evento “La festa del Mare”, ma non è stato possibile farla accedere al luogo perché non attrezzato per i diversamente abili; la sera seguente ci siamo recati al Fast Food “San Domenico” con l’auto di sua proprietà, munita di tagliando per diversamente abili, l’addetto al traffico, pur vedendo le condizioni della anziana donna, alla nostra richiesta di un posto per disabile, in modi antiurbani e scortesi ci ha riferito che a Marina posti per disabili non ce ne sono e ci ha consentito, astento, di farla scendere per accomodarsi al tavolo ed intimato di portare la macchina al parcheggio, nonostante il tempo previsto per la sosta è 15 minuti, noi, stupiti, abbiamo assecondato la richiesta dell’addetto e abbiamo portato la macchina al parcheggio.

Dopo cena, mia madre ha voluto consumare un gelato al bar “Trieste”, chiaramente anche qui, l’addetto non ha autorizzato il passaggio di lungomare Trieste perché chiusa al traffico, a questo punto, per accontentarla, l’abbiamo accompagnata ugualmente con il carrello. Successivamente, per andarla a prelevare al Bar, gli addetti al traffico posti all’incrocio del Banco di Napoli, su nostra insistente richiesta, ci hanno concesso, con modi anche qui antiurbani e scortesi, il passaggio con l’auto per circa 30 metri.

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Chiaramente, dopo questa orrenda esperienza mia madre non è voluta più uscire e ci ha manifestato la sua indignazione e delusione.
La cosa che fa ancor più male e che commentando con qualche conoscente abitante di Marina, ritiene che il disabile “deve restare a casa”, spero sia limitato solo a qualche persona. Il paradosso che ho vissuto quest’anno non è solo questo, ma si collega al fatto che tutto il mese di agosto un centauro della strada con la moto, alle ore 3,30 circa di notte, scorrazzava i vicoli del centro e svegliava turisti ed abitanti con un rumore assordante, in particolare quelli di Via Nazario Sauro, tant’è, che tutti si riversavano in strada per bloccarlo, ma senza esito perché era bene informato, a detta di molti eran un abitante di Marina. Peccato che, nonostante le numerose segnalazioni verbali i “Bravi e Solerti” addetti al traffico non lo hanno individuato, forse erano troppo impegnati a bloccare i diversamente abili su lungomare Trieste.

Io vivo da oltre 20 anni nelle “Istituzioni” e un momento del genere non l’avevo mai vissuto in nessun posto d’Italia ed estero. Probabilmente questa lettera sarà cestinata o sarà destinata all’archivio, ma ha lo scopo di elevare una formale protesta, nonché, di portare a conoscenza delle Autorità del luogo il disagio provato da una ottantenne, peraltro diversamente abile e dalla sua famiglia che viene a trascorrere le vacanze in un così bel posto che, con l’aiuto di tutti, potrebbe migliorare i propri servizi di accoglienza.

Del resto non mi importa molto, mia madre non tornerà più a Marina conservando un pessimo ricordo ed io e la mia famiglia, quasi sicuramente faremo la stressa cosa.

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