Sassano, carabinieri: «Correva, incidente prevedibile». Pm: «Straziante», il parroco: «Non vi descrivo la scena»

A Sassano si parla a voce bassa, in strada e tra le mura di casa. Come una forma di rispetto, di cordoglio. In paese niente rumori molesti, nessun clacson e tanti fiori. Corone, mazzi, composizioni e biglettini adornano l’esterno del bar ‘New club 2000’. Al loro posto, domenica pomeriggio, c’erano Nicola, Luigi, Giovanni e Daniele. I quattro angeli volati in cielo in seguito al tragico incidente avvenuto per mezzo di una Bmw. Alla guida Gianni Paciello, fratello del piccolo Luigi che è morto anche lui nell’impatto. Il 22enne era ubriaco, correva e due anni fa era già stato coinvolto in un altro incidente dove aveva perso la vita un suo amico. Era il 14 ottobre del 2012, tra due settimane, quasi sicuramente, lo avrebbe ricordato. Ma ora si ritrova rinchiuso in ospedale. Ricoverato a Salerno e in stato di arresto con l’accusa di omicidio volontario. L’ordine è scattato dalla procura di Lagonegro. Il pubblico ministero, Vittorio Russo, coordina le indagini sull’incidente. «Un bar trasformato in un inferno – ha dichiarato il procuratore capo del palazzo di giustizia lucano – è una vicenda che rattrista tutti, dallo sfondo particolarmente delicato». Domenica sera al vaglio degli inquirenti sono passate le immagini del sistema di video sorveglianza di un locale vicino al bar. I carabinieri, dopo aver visionato i filmati, hanno affermato: «Dalla visione dei filmati, estrapolati da un sistema di videosorveglianza, è apparso subito chiaro, in considerazione della elevata velocità dell’auto, che il conducente potesse prevedere la concreta possibilità di provocare un evento lesivo a terzi, tenuto conto anche della sua profonda conoscenza dell’arteria stradale e della presenza di un bar, essendo lo stesso residente a Sassano». Quadro chiuso. Probabilmente non ci sarà nemmeno bisogno dell’autopsia sui corpi delle vittime che intanto sono conservati all’obitorio dell’ospedale ‘Luigi Curto’ di Polla. Parole di vicinanza sono state espresse anche dal parroco della frazione Silla: «Sono cresciuti tutti nella mia parrocchia questi ragazzi – spiega don Bernardino Abadessa – io abito vicino al bar, ho sentito urlare e sono sceso subito di casa. Non vi dico quando sono arrivato lì cosa ho trovato, meglio non parlarne. Ho da subito pregato per loro – continua il prete – attimi di paura indescrivibili. Ora, però, bisogna restare vicino alle anime di questi angeli e pregare per le famiglie».

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