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Cilento, il corpo forestale dello Stato fa il bilancio di attività svolta

di Federico Martino

Un 2011 intenso per le giubbe verdi cilentane, tutto il territorio del parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni è stato sottoposto a controlli mirati alla salvaguardia del territorio  contro illeciti ecologici e a difesa del patrimonio ambientale. Sotto la direzione  del V.Q.A. Sileo  sono stati scoperti abusi edilizi di tipi vari.
Attività che ha portato gli uomini di Sileo a controllare circa 300 siti e 150 persone, 70 Notizie di reato all’Autorità Giudiziaria e 90 oersone denunciate. I sequestri di manufatti abusivi sono stati 25 mentre  sono state ricevute da parte dell’Autorità Giudiziaria  43 deleghe. I comuni che hanno maggior numero di abusi edilizi sono: Perdifumo, Montecorice, Camerota, Centola(Palinuro), Pisciotta, Ascea, Casal Velino, Pollica, San Giovanni a Piro, Caselle in Pittari, Piaggine, Rofrano, Laurito, Moio della Civitella e Petina. Ultima anche in ordine cronologico in quanto proprio a Petina in via Roma gli uomini della stazione locale hanno accertato la realizzazione di due muri di sostegno in cemento armato collegati a formare una L con una base sempre in cemento di metri 8 x 5 ed inoltre una discarica di materiali inerti provenienti da abitazioni demolite per una misura complessiva di 180 metri cubi. L’abuso era inoltre in area SIC e ZPS. Denunciate 7 persone all’Autorità Giudiziaria di Sala Consilina. Ha dichiarato Sileo: “Si auspica per i suddetti casi l’intervento delle Autorità amministrative per intimare ai responsabili l’immediato ripristino dello stato dei luoghi” conclude “Il perdurare di microabusi ambientali, nella perversa logica dei piccoli passi nell’aggirare il sistema dei vincoli imposti nelle aree protette, può condurre ad una definitiva trasformazione e cementificazione del territorio”

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