Diatriba con il Comune, famiglia con persona disabile resta senza casa nel Cilento

Hanno vissuto per lungo tempo in una abitazione a Pollica, salvo poi doverla abbandonare nel 2007 a seguito di un’ordinanza sindacale. Nonostante un regolare contratto di locazione con il proprietario della casa, gli occupanti (di cui uno disabile) avevano dovuto lasciare la casa perché lo stesso proprietario aveva venduto la casa al comune dichiarandola libera da persone e cose. A quel punto, inizia a una lunga battaglia giudiziaria tra i signori Radano e De Rosa, madre e figlio, contro il proprietario della casa e contro il Comune che li aveva sfrattati. Al danno si aggiunge la beffa perché le parti trovano un accordo con il Comune che s’impegna a trovare un’altra sistemazione e a pagare il canone di locazione a tempo indeterminato. Ma così non accade perché dopo due anni il Comune comunica che non pagherà più il canone per la nuova sistemazione. Ma la proprietaria del nuovo stabile pretende i canoni successivi al biennio perché i due sono rimasti dentro casa. A quel punto, la sottrazione si fa tesa anche tra comune e la proprietaria dell’appartamento. A farne le spese il signore De Rosa, per di più rimasto solo e con una grave invalidità, che entro il 31 luglio dovrebbe lasciare anche questo secondo appartamento.

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