Si spacciano per parenti di carabinieri, sindaci e preti morti truffando i malcapitati per centinaia di euro

«Sono figlio di un sindaco», «io sono figlio di un carabiniere» e ancora: «sono nipote del prete scomparso qualche anno fa». Dilaga nel Vallo di Diano la truffa del «sono figlio di…». Diversi sono i casi registrati negli ultimi mesi. Il modus operandi è sempre lo stesso: i truffatori fermano imprenditori del comprensorio o comunque persone che sanno posso «aiutarle», raccontano loro una storia strappalacrime fingendosi figli di noti personaggi della zona come politici, militari o figure ecclesiastiche e poi chiedono qualche banconota per risolvere un problema che in realtà non esiste. Afferrano il denaro e scappano via. Quando i truffati chiamano quelli che pensano sono i parenti dei truffatori, si accorgono che è tutta una farsa e che sono stati appena raggirati da chi ormai è lontano e ha fatto perdere le proprie tracce. I casi sono stati tutti denunciati ai carabinieri della compagnia di Sala Consilina nelle varie stazioni di Polla, Padula e Teggiano. Dai comandi le forze dell’ordine raccomandano di prestare massima attenzione. 

Nel pomeriggio di venerdì l’ultimo episodio è stato registrato a Sala Consilina. Un giovane si è avvicinato ad una persona fingendosi figlio di un militare in pensione. Ha chiesto 400 euro per risolvere un problema legato alla famiglia e l’uomo ci è cascato. Il truffatore ha preso le otto banconote da 50 euro ciascuna ed è scappato via. Casi analoghi ad Atena Lucana ad esempio, dove un falso figlio di un sindaco del posto ha rubato 200 euro ad un imprenditore. Come qualche settimana fa, quando un altro giovane si spacciò per il figlio del sindaco di Teggiano, portando via anche in quella occasione diverse centinaia di euro. 

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