Cilento terra di tartarughe: una si chiama Camerota, ha un gps. Ora possiamo viaggiare con lei

E’ come essere sul suo guscio. E’ come solcare lo stesso mare della leggenda di Enea, il principe troiano che perse il suo nocchiero Palinuro, tradito dal dio Sonno, nelle acque del Cilento. Grazie al gps installato sul carapace di «Camerota», la mamma tartaruga che tra mercoledì e giovedì notte ha deposto circa 80 uova sulla spiaggia di Cala del Cefalo a Marina di Camerota (a 200 metri di distanza dal primo nido scoperto il 20 giugno), tutti potranno seguire il suo viaggio in giro per il Mediterraneo. E perchè no, anche per il mondo. Il dispositivo satellitare è stato posizionato dagli esperti per consentire loro di analizzarne i comportamenti. Sul sito www.seaturtles.org, però, lo spettacolo viene regalato a chiunque volesse capire qualcosa in più sul mondo di queste spettacolari creature. La tartaruga, ribattezzata dai volontari «Camerota», ha tentato di nidificare martedì notte, ma per vari motivi è tornata in acqua. La notte successiva, gli esperti della stazione zoologica Anton Dhorn di Napoli, insieme ai volontari dell’Enpa e di Legambiente, hanno atteso l’animale sulla spiaggia. Ed eccola che alle 4 è spuntata dal mare una grossa sagoma. Mamma tartaruga è stata accolta tra lo stupore e il silenzio. In sottofondo il rumore della sabbia, scavata via con quelle grosse pinne, e il sali e scendi del mare sulla spiaggia di Cala del Cefalo, che è diventata ormai la nursery naturale della Caretta Caretta. Il Comune di Camerota, fin dal primo giorno, dal rinvenimento del nido del 20 giugno avvenuto grazie a Carmine, un pescatore in vacanza in un campeggio della zona, ha collaborato, protetto e sorvegliato il nido grazie all’aiuto dei cittadini del posto che restano tutto il giorno al fianco dei biologi. «E’ la prima volta in assoluto che nel Mediterraneo occidentale viene posizionato un gps su una tartaruga marina femmina adulta – spiega Fulvio Maffucci, operatore della stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli – ed è un’operazione importantissima ai fini scientifici poiché fornirà preziose informazioni per i nostri studi. Attraverso il monitoraggio potremo scoprire quali luoghi sceglierà per nidificare, i suoi comportamenti, il tragitto che deciderà di percorrere». Due nidi da tutelare a Camerota, altri tre, invece, ad Ascea. Il Cilento è diventato la meta preferita nel Mediterraneo per questi esemplari. Il Cilento è ormai terra di tartarughe.

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