‘A Maschkarata, il Carnevale antico di San Mauro Cilento | VIDEO

di Luigi Martino

Il silenzio lascia spazio al suono della tofa. Sono le 8 del mattino. E’ martedì grasso. Un soffio profondo praticato attraverso un foro di una conchiglia. Per reggerla occorre chiedere aiuto alla seconda mano. San Mauro Cilento è sveglio.

E’ il segno che oggi ‘A Maschkarata si fa. I bambini, in realtà, non hanno chiuso occhio. Questo è il giorno più importante di quella tradizione assai antica che parte il 17 gennaio, nel giorno di Sant’Antonio Abate, e finisce oggi, a Carnevale. Tra fantocci bruciati, polpette di salsicce, colla di farina e un canovaccio custodito gelosamente dai centenari del paese, l’evento si rinnova.

Pulcinella deve a tutti i costi far maritare le zite. Il diavolo, il cui mantello è ricavato dalle pelli di capre, apre la sfilata. Il volante scaccia i malintenzionati. Il cardalana seduce le donne belle del borgo cilentano. Poi c’è il pescatore, il cacciatore, il prete, il vescovo. Le maschere e le azioni si intrecciano per scrivere insieme, ancora una volta, un capitolo nuovo di un romanzo popolare ultracentenario.

ll percorso, teatro della rappresentazione, è dato dalle vie selciate del paese e dalle sue piazze storiche. Casalsottoano, Casalsoprano e San Mauro. E’ qui che i maschkari, seguendo in modo ligio un copione mai scritto, mettono in atto le varie sequenze di una storia senza tempo ma intrisa di ironia, di tristezza e, a volte, di finta allegria.

La notte è vicina. Il fantoccio, ‘u carnuvalaro, brucia nel falò della piazza. La gente del paese si china, raccoglie una manciata di cenere che, all’indomani, sarà rilasciata tra le colture come gesto di buon auspicio.

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