Agropoli nel post Covid, tra le ipotesi probabile chiusura serale del lungomare

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Agropoli nel post Covid, tra le ipotesi probabile chiusura serale del lungomare

L’emergenza Covid-19 impone la necessità di creare nuovi spazi di libera fruizione, in cui sia possibile osservare il rispetto delle distanze. Questa condizione ha portato il sindaco Adamo Coppola e l’amministrazione da lui guidata a pensare alle potenziali soluzioni da adottare. Tra le diverse azioni di rilancio, pensate nell’ambito del progetto “Ri…Viviamo Agropoli”, c’è la probabile chiusura serale del lungomare San Marco. Prima di ogni possibile decisione, il primo cittadino, dopo una serie di incontri politici, ha voluto confrontarsi con i commercianti, operativi in tale importante area cittadina. Lo ha fatto sabato scorso, partendo al mattino, da via Risorgimento per chiudere, nel tardo pomeriggio, sul lungomare. Gli interlocutori sono stati i titolari di bar, ristoranti, pizzerie, hotel e strutture extra alberghiere, ma anche negozi al dettaglio. E tranne qualche sporadico caso, l’idea è piaciuta. Ogni decisione definitiva sarà rinviata ad un prossimo incontro politico, che si terrà nei prossimi giorni, al quale prenderanno parte componenti di maggioranza e minoranza.

«E’ stata una passeggiata proficua, durante la quale ho trovato tanti titolari di attività commerciali che mi aspettavano per discutere, proporre ed anche per fare critiche. Questa voglia di dialogare – ha evidenziato – sono convinto che ci porterà a trovare un percorso condiviso, per lavorare al meglio. Tra le proposte in cantiere, oltre alla chiusura serale del lungomare, c’è quella di implementare gli spazi per un incremento delle possibilità di lavoro. E per farlo, gli esercenti interessati, potranno usufruire di un po’ di spazio pubblico, possibilità che prima non potevano immaginare, ma che ora diventa necessaria per non far morire le attività». Quindi ha concluso: «la maggioranza delle persone che ho incontrato si sono mostrate entusiaste delle idee mostrate loro, credono come me che il lungomare possa diventare luogo della movida, una soluzione questa, finora solo pensata, ma mai messa in pratica».

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