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Alla scoperta dei segreti dei serpenti del Cilento: l’infografica per riconoscerli

di Marianna Vallone

Una infografica per riconoscere i serpenti del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. A realizzarla, per il Giornaledelcilento.it, è Alfio Cacace, non solo per avere una migliore comprensione della biologia di questi rettili, ma anche perché le informazioni ottenute possono offrire un importante aiuto a chi non conosce la specie. Originario di Napoli, 26 anni, Alfio Cacace è cresciuto in Cilento. Ha studiato Biologia all’Università e da anni si dedica allo studio dell’erpetofauna Italiana (Anfibi e Rettili). Collabora con il Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni in un progetto di censimento e monitoraggio dell’erpetofauna coordinato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Perché hai creato questa infografica?
Ho creato questa infografica per dare, a chiunque frequenti il Cilento, uno strumento semplice da utilizzare e scientificamente attendibile per riconoscere i serpenti del Parco. Come ogni anno si avvicina la primavera e gli incontri con i serpenti saranno sempre più frequenti, purtroppo saranno frequenti anche le uccisioni volontarie di questi animali (che costituiscono reato) e assisteremo alla mattanza che si ripete ogni stagione. Conoscendo il Cilento so che c’è una scarsa conoscenza sui serpenti, animali davvero affascinanti ed elementi essenziali della nostra biodiversità. In pochi sanno che delle 7 specie di serpenti presenti nel Parco, solo uno è velenoso (la vipera), tutti gli altri sono assolutamente innocui. Spero che queste infografiche diffondano informazioni corrette sui serpenti e facciano cambiare idea a chi li teme e preferisce ucciderli.

Ma perché tutti temono i serpenti?
Credo che la maggior parte delle persone abbia paura dei serpenti perché non li conosce, ma la conoscenza è sempre la chiave per superare ogni paura. È istintivo temere qualcosa che non conosci, non sai cosa può farti e quindi ci si fa prendere dai classici meccanismi difensivi istintivi. Noi però non viviamo di semplici istinti come tutti gli altri animali e penso che chiunque con un po’ di buona volontà possa superare questa paura, un po’ come quando da piccolo temevo le farfalle perché avevo paura che mi succhiassero via il sangue.  Inoltre, i serpenti sono sempre stati collegati a simboli negativi,  basti pensare alla metafora biblica del serpente nel giardino dell’Eden con Adamo ed Eva. Ma mi domando, quando e chi avrebbe deciso quali animali meritino una connotazione negativa e quali una positiva? È giusto riservare trattamenti di serie A ad alcuni esseri viventi e trattamenti di serie B ad altri? Per di più, sono state tramandate varie storie inventate sui serpenti che li ritraggono sempre con un’accezione negativa, e c’è sempre stato un velo di mistero attorno a questi animali che spero di sollevare con queste infografiche. Le persone devono capire che i serpenti sono nostri alleati.

Perché dici che i serpenti sono nostri alleati?
I serpenti, come tutti gli animali, sono fondamentali per mantenere in equilibrio gli ecosistemi in cui viviamo, che gratuitamente ci permettono di respirare, mangiare, bere e che ci proteggono dai vari cataclismi naturali. Inoltre, essendo predatori di ratti, i serpenti hanno un ruolo ecologico che interessa l’uomo direttamente, infatti senza di essi saremmo davvero invasi dai ratti. Alcuni pensano che i gatti bastino a tener lontani i ratti, in realtà è stato studiato che il gatto preferisce prede più semplici da cacciare come le lucertole, gli uccellini e piccoli topi. Quindi abbiamo davvero bisogno dei serpenti e dovremmo vederli come validi alleati, e smetterla di porgere l’orecchio alle solite leggende metropolitane che si tramandano.

Quali sono le principali leggende metropolitane sui serpenti che vanno sfatate?
Ho conosciuto parecchie storie false che si tramandano da generazioni nel Cilento, così come anche nel resto d’Italia d’altronde. La più famosa probabilmente riguarda le vipere:  alcune persone affermano che sono stati utilizzati degli elicotteri per lanciare vipere nei boschi per ripopolare questa specie. Ovviamente non è vero, non è così che si fanno i ripopolamenti per la conservazione delle specie. È abbastanza assurdo pensare che degli scienziati possano rischiare di veder sfracellati al suolo gli animali per la cui riproduzione in cattività hanno speso tempo e denaro. Tra l’altro non c’è mai stato alcun ripopolamento di Vipere nel Cilento, e poi, sapete quanto costa far volare un elicottero?

Un’altra leggenda è sempre legata alle vipere: molte persone credono che in Cilento ci siano due tipi di serpenti velenosi, ovvero la vipera e l’aspide. In realtà “aspide” è semplicemente sinonimo di vipera (il cui nome scientifico è Vipera aspis hugyi) e probabilmente con il termine aspide nel Cilento ci si riferisce erroneamente ad esemplari giovani di Cervone e Biacco, che hanno una livrea molto particolare che cambia completamente quando diventano adulti. Ad un occhio inesperto possono somigliare ad una vipera più piccola e sgargiante, ciò enfatizza le leggende locali, ma in realtà sono serpenti assolutamente innocui.

Tutti pensano che la Vipera si riconosca facilmente per la testa triangolare, in realtà non è l’unico serpente ad avere la testa di questa forma, ad esempio il Cervone e le Natrici, hanno spesso la testa triangolare o possono assumerla per spaventare i predatori. Il segno distintivo più semplice ed affidabile per riconoscere una vipera è la pupilla. Infatti, nel Cilento solo la Vipera ha una pupilla verticale ed ellittica, mentre tutti gli altri serpenti non velenosi ce l’hanno rotonda!

Altra leggenda metropolitana riguarda il Cervone, anche chiamato Endria o Pasturavacche, questo ultimo nome dialettale viene dalla credenza secondo cui questo serpente sia solito succhiare via il latte alle mucche. Ovviamente non è vero. I serpenti neanche digeriscono il latte. Probabilmente i serpenti vengono spesso avvistati nelle stalle perché sono ambienti ideali in cui possono trovare rifugio, calore e soprattutto i loro amati Ratti.

Che consiglio puoi dare a chi, comunque, preferisce starne alla larga?
I serpenti non attaccano mai se non proviamo a toccarli, anzi, scappano subito appena si accorgono della nostra presenza, quindi basta fare rumore. In genere il consiglio migliore per chi gira per boschi è quello di portare con sé un bastone per far rumore tra le foglie e spaventare i serpenti, questo vale soprattutto per chi va a funghi, ai quali consiglio sempre l’utilizzo di guanti.

Come sempre, esorto gli inesperti a non trarre conclusioni affrettate quando si vuole identificare un serpente e vi invito a contattare in ogni caso un esperto (potete inviare una foto alla mia mail alfiocacace@live.com). Ricordo inoltre che manipolare o uccidere un serpente è illegale dal momento che sono specie protette dalla Direttiva habitat e dalla Convenzione di Berna, senza dimenticare la Legge sul maltrattamento degli animali. Se vi doveste trovare un serpente in casa, invece di ucciderlo, potreste accompagnarlo fuori. Se vi fa paura è possibile contattare le autorità (vigili del fuoco o forestali)  che vi aiuteranno senza esitazione.

Voglio anche ringraziare per le splendide fotografie usate nell’infografica: Ciro Amata (amatafoto.it) , Matteo Di Nicola (matteodinicola.it), Antonio Mancuso (antoniomancuso.it), Frank Deschandol (frank-deschandol.com), Andreas Meyer, Thomas Reich.

©Riproduzione riservata




A Cura di

Marianna Vallone

Giornalista per professione e comunicatrice per passione, sono alla continua ricerca di storie da raccontare e tramonti da immortalare. Nata sulla costa di Maratea ma morigeratese da sette generazioni. Vivo nel cuore verde del Cilento e sono felice. Faccio domande anche quando conosco le risposte, perché continuo a pensare che l’essere umano sia il viaggio più bello da fare.
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