Allarme cinghiali sulle spiagge del Cilento: «Erano almeno in 20». A rischio i nidi delle tartarughe | IL VIDEO

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Il problema dei cinghiali attanaglia sempre di più il territorio del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Per mettere fine alle scorribande del maiale selvatico, che ora arriva addirittura in spiaggia con tutta la famiglia in mezzo agli ombrelloni e ai lettini, si sta procedendo alla formazione di duecento sele-controllori. I cacciatori autorizzati dall’ente, potranno abbattere i capi in eccesso e cercare di restituire un po’ di tranquillità ai turisti e agli abitanti del Cilento. Gli ungulati non provocano più soltanto incidenti stradali e non scendono in paese solo per cercare del cibo. Mamma cinghiale con i suoi cinghialotti, ora, invade le spiagge, scava tra gli ombrelloni e cerca di scardinare i depositi delle strutture balneari della costiera Cilentana. 

La testimonianza Il primo avvistamento è avvenuto qualche giorno fa sulla spiaggia di Baia Arena, nel tratto del litorale che va da Casal del Conte a Ogliastro Cilento, nel territorio del comune di Montecorice. «Hai presente quando in un film fanno vedere due occhi al buio e non si capisce bene di chi sono? Ecco, è capitato così anche a me». Francesco Lenzi è un giovane amministratore di condominio del posto. E’ stato lui a filmare un cinghiale mentre si aggira in spiaggia di notte. «Ero a pochi passi dall’arenile a Baia Arena in attesa del camion della disinfestazione presso la struttura che gestisco – racconta – quando all’improvviso abbiamo avvistato due fanali bianchi. Da lontano sembrava un cane, poi mi sono avvicinato e ho capito che si trattava di un cinghiale. Era un adulto e subito dopo di lui è apparsa tutta la famiglia. Ho preso il cellulare e ho filmato quello che ho potuto». Il video è finito sul web ed è diventato presto virale. «Nelle notti successive – continua Francesco – sono andato in compagnia dei miei amici appositamente per vedere se incontravo di nuovo il cinghiale. Questa volta, però, armati di torce a led, abbiamo visto mamma cinghiale con 20 cinghialotti al seguito». Gli ungulati vanno a caccia di cibo. Sono ghiotti delle radici che crescono tra la sabbia e la terra. «Abbiamo cercato di sensibilizzare i clienti del villaggio che dista 150 metri dalla spiaggia dove sono stati avvistati gli esemplari – spiega il giovane – e li invitiamo, di notte, a passeggiare nelle stradine al centro delle abitazioni e non lungo il tratto che confina con la spiaggia. Sono animali docili – conclude – non attaccano e si fanno avvicinare fino a circa tre metri».

A caccia di frutta A maggio dell’anno scorso, due esemplari morti sono stati rinvenuti da alcuni passanti lungo lo stesso tratto di costa. Si trattò di due cinghiali cuccioli. Erano riversi sulla sabbia, a riva, probabilmente portati in quel punto dal rio Arena, un fiume di portata discreta che sfocia proprio tra Montecorice e Ogliastro. Sulle carcasse degli ungulati non c’erano fori causati da arma da fuoco. Il ritrovamento, però, confermò la forte presenza sul territorio della specie. I cinghiali di Baia Arena non hanno causato danni alle strutture alle quali si sono avvicinati. Discorso differente, invece, a Marina di Camerota. Nella notte tra il 12 e il 13 luglio, probabilmente spinti a valle dalla fame, tre cinghiali, tutti adulti, provenienti dal fiume Mingardo, hanno raggiunto la spiaggia di Cala del Cefalo e hanno cercato di scardinare la porta del deposito di un lido balneare. I maiali selvatici, grazie al fiuto, avevano capito che all’interno del magazzino c’era della frutta e altri tipi di alimenti. Il branco è stato messo in fuga dal guardiano notturno della struttura: «Ho battuto un palo di legno contro la porta del bagno – racconta – e i cinghiali se la sono data a gambe in pochissimo tempo». I segni del loro passaggio sono rimasti vicino all’infisso e lungo la passerella che collega il lido con la strada.

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Famiglia in fuga Altro episodio simile si è verificato nel parcheggio antistante la spiaggia di Trentova ad Agropoli. Questa volta un solo cinghiale si aggirava di notte tra le auto in sosta. L’animale, abbastanza disorientato, vagava senza meta in cerca di qualcosa. Ha tentato di scavare una fossa, ma il terreno era troppo duro in quel punto. Una famiglia di turisti lo ha avvistato e ha avuto paura. Il papà ha allontanato le due bambine ed è poi ritornato da solo al parcheggio per controllare se l’animale fosse andato via. Il cinghiale non c’era più, così la famiglia è entrata in macchina e ha raggiunto l’hotel dove alloggiava. 

A rischio i nidi delle tartarughe Ma il caso ora abbraccia varie problematiche e, oltre all’incolumità delle persone, a rischio ci sono anche i nidi delle tartarughe che nidificano sulle spiagge del Cilento. Lo rendono noto i biologi della stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli. I cinghiali annusano sotto la sabbia e avvertono l’odore delle uova della Caretta Caretta anche a distanza considerevole. Se i nidi non sono sorvegliati e forniti di una grata in ferro, che viene posizionata appositamente dagli esperti sotto la sabbia, i cinghiali possono trovare, distruggere e ingerire le uova. Succede anche con i cani. E’ allerta dunque sulla spiaggia del Troncone a Marina di Camerota, dove la Caretta Caretta ha lasciato 133 uova alcune settimane fa, e sulla spiaggia di Caprioli, dove è presente un altro nido.

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