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Processo per la strada a Monte San Giacomo, rinviata al 16 l’udienza

di Redazione

Riceviamo e pubblichiamo: comunicato diffuso dal Codacons di Sala Consilina.

E’ stata rinviata al 16 dicembre prossimo, quindi solo di due giorni, l’udienza del processo sulla strada praticata con i cingolati a 110 metri sul livello del mare nel cuore del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, in piena zona 1 e zona SIC in territorio di Monte San Giacomo.

Ricordiamo che, in un’udienza precedente, dopo altri rinvii, il dott. Russillo, giudice onorario del Tribunale (GOT), aveva ammesso sia il CODACONS, rappresentato dall’avv. Alberto Landi, sia il Comitato 18 Agosto 2006 di Monte San Giacomo, rappresentato dall’avv. Francesco Maldonato, come parte civile nel processo. In questa stessa udienza, al momento della presentazione delle richieste di costituzione di parte civile, l’avv. D’Aniello, difensore degli imputati e Presidente dell’Ordine degli Avvocati del Tribunale di Sala Consilina, aveva calorosamente contestato davanti al GOT, dott. Russillo, la legittimità dell’accettazione di tali richieste. Tuttavia il Giudice, riconoscendo il nostro diritto a partecipare al processo, aveva ammesso, dopo una non breve camera di consiglio, le richieste sia del Comitato 18 Agosto sia del CODACONS.

 

Nell’udienza del 22 maggio scorso, dopo circa tre anni dal fatto, doveva essere ascoltato il perito nominato dal Pubblico Ministero, Ing. Marcello Romano, e i testimoni nominati dalle parti. Tuttavia, per mezzo di una decisione del Presidente del Tribunale, presa anche su richiesta del Presidente dell’Ordine, nonché difensore dei tre imputati (commitente, ditta esecutrice e progettista), i processi per reati ambientali ed edilizi non possono più svolgersi al cospetto di un GOT. Per questa ragione anche quest’ultimo rinvio è stato necessario.

 

In passato abbiamo già scritto che, a causa della carenza dei magistrati togati applicati al Tribunale di Sala Consilina e per la specificità dei processi trattanti reati di carattere ambientale, per i quali è applicabile la decisione del Presidente del Tribunale, i procedimenti penali su reati ambientali potrebbero andare a definirsi con una mera prescrizione. Con buona pace per chi si impegna per la difesa del territorio e, soprattutto, con buona pace per l’ambiente, dopo oltre tre anni e dopo due sequestri cutelativi dei cantieri, il processo ancora non è entrato nel vivo. Si spera però in dopodomani e in un futuro non troppo remoto.

 

Il Responsabile della sede

Dott. Roberto De Luca

 

Una delle risoluzioni dell’UNESCO cita:

"Un Paese o una città si giudica da come sa gestire il proprio ambiente naturale"

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