Asl: «Anche per tamponi privati obbligo prescrizione»

Prescrizione obbligatoria del medico di base, da oggi, in Campania, per potersi sottoporre ai tamponi molecolari anti-Covid nei laboratori privati. Occorrerà, per decisione dell’Unitá di crisi della Campania, “la ricetta bianca” del medico. Ennesimo scoglio da superare mentre la Medicina territoriale non riesce a seguire neanche tutti i pazienti domiliari.

E mentre i medici di famiglia, già oberati, non hanno il tempo di rispondere alle telefonate di chi non sa come curarsi a casa ( dove, per inciso, nessuno riesce ad ottenere una visita di un sanitario). La nuova nota della Regione arriva come l’ultima complicazione su una gestione sanitaria quasi al collasso , in cui il tracciamento dei contatti (anche seriamente sintomatici) dei positivi è pressochè saltato, un quadro in cui gli ammalati che restano a casa e svolgono terapia autonomamente non riescono a ottenere in tempi ragionevoli né il primo né il secondo tampone. Situazione in cui può accadere ciò che è avvenuto al pronto soccorso del Cardarelli, con la morte di Giuseppe Cantalupo, l’uomo di 84 anni trovato morto in bagno, senza soccorsi per mezz’ora stando al video choc divenuto virale, e alla testimonianza in chiaro di chi lo ha girato.

Reagiscono i laboratori privati. “Ma é una barzelletta o vogliono nascondere i numeri del contagio?”. Commenta Gennaro Lamberti, il presidente di FederLab, associazione di categoria tra le più rappresentative, a livello nazionale, dei laboratori di analisi cliniche e dei centri poliambulatoriali privati accreditati con il Servizio sanitario nazionale, con oltre duemila strutture associate.

“Se non fosse vero, ci sarebbe da ridere perché realmente questa storia assume il sapore della barzelletta. Ma vi pare possibile che i medici di base, tuttora alle prese con enormi difficoltà anche nell’assicurare le visite domiciliari ai propri pazienti, possano mai chiedere alle persone di recarsi nei loro ambulatori per farsi prescrivere il tampone sottoponendoli, così, al rischio di file ed assembramenti?” aggiunge Lamberti.

“Solo chi vive fuori dalla realtà può pensare una cosa del genere” attacca ancora il presidente dei laboratoristi. Che poi si chiede: “Ma chi controllerà le code agli ingressi dei centri di analisi privati, per vedere chi ha la ricetta medica e chi no? E chi garantirà l’ordine pubblico?”.

Insomma: “Un altro colpo di ramazza per nascondere la polvere sotto il tappeto. Chiedo venia, ma a questo punto mi sorge forte il dubbio, per non dire il sospetto, che sia solo un modo per evitare che si conoscano i numeri reali del contagio. Il governatore De Luca spieghi ai suoi concittadini che non sono liberi di scegliere da soli e che devono chiamare il medico anche per sottoporsi ad un esame a pagamento”.